Aeroporto dello Stretto in caduta libera, Ripepi: “Coinvolgiamo Messina”

Il consigliere comunale di FdI di Reggio Calabria tuona contro la gestione dello scalo: “Si finanzia il restyling e non si pensa a collegare con reti autostradali e ferroviarie”. La proposta di costituire una nuova società di gestione con la città “dirimpettaia”

“L’Aeroporto dello Stretto? Insieme a quello di Crotone sono i cuginetti del grande aeroporto strategico di Lamezia. E’ in atto l’ultima operazione di desertificazione del nostro aeroscalo". E’ la preoccupazione del consigliere comunale di FdI, Massimo Ripepi che stamattina ha promosso all'esterno dello scalo di Reggio Calabria un incontro con i cittadini e con la stampa per denunciare quello che ritiene la “svendita” della città alla gestione unica degli aeroporti che coinvolge anche Messina

"Venticinque milioni di euro conquistati dal centrodestra - tuona Ripepi - buttati al vento; anziché spostare l’aerostazione vicino ai binari della ferrovia per creare il collegamento diretto con il ferrato e generare un sistema intermodale ottimale al collegamento con Messina, i lavori previsti sono: il cambio del pavimento, il restyling dell’aerea condizionata, la recinzione e la ristrutturazione antisismica della struttura. Tutto come da programma per aiutare Lamezia e Catanzaro a ridurre la grande Reggio a “cuginetta” povera".

Secondo il consigliere comunale "arriveranno 25 milioni di euro per rimodernare l’infrastruttura e di questo siamo contenti (eppure resta ancora un mistero i 12 milioni di euro destinati all’ammodernamento dell’aerostazione nel 2012), ma il finanziamento rimarrà fine a sé stesso.” Secondo Ripepi, infatti, il Tito Minniti necessita piuttosto di essere collegato anche a reti ferroviarie e autostradali, come intuito invece per il mega aeroporto di Lamezia.

“Per il Tito Minniti - continua Ripepi - ci hanno rifilato ancora il gioco delle 3 carte: dopo che il numero di passeggeri è arrivato ai minimi storici, ogni percentuale decimale positiva in termini di traffico è stata sbandierata come risultato di cui gioire. Noi non ci stiamo ad essere presi per fessi!”.

Ma la soluzione resta sempre e solo una per Ripepi "liberarsi dei tentacoli di Sacal e costituire una società di gestione dello  Stretto coinvolgendo la dirimpettaia Città metropolitana di Messina e i privati interessati. Poi occorre incentivare urgentemente la realizzazione del progetto “Mediterranean Life” che genererà una mega struttura turistica con annesso porto turistico che da sola porterà 6000 posti di lavoro e l’incremento di 2 milioni di passeggeri l’anno. Da sola questa struttura da 300 milioni di euro, realizzata con soldi privati a pochi metri dall’aerostazione, salverà l’aeroporto dello Stretto e darà una seria speranza di vita alla nostra Città". 

“Noi non ci arrenderemo mai - conclude Ripepi - questa è la battaglia delle battaglie, con un aeroporto ridimensionato e di infima categoria non si potrà attivare alcuna politica di sviluppo. Siamo in guerra, se vinceremo avremo salvato in parte la nostra amata Reggio, se perderemo avremo fatto solo il nostro dovere di reggini innamorati della nostra terra”.

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