Domenica, 17 Ottobre 2021
Economia Milazzo

Cresce la tensione alla Raffineria di Milazzo Tripodi: “Occupazione e salute binomio non negoziabile”

Il segretario della Uil sulle tensioni fra gli operai che presidiano anche la notte in attesa dell'incontro di venerdì. “Aver lungamente giocato al tiro al piccione nei confronti della presenza industriale nel Mela rischia di produrre conseguenze economiche e sociali disastrose”

Non si ferma la mobilitazione alla Raffineria di Milazzo. Operai presenti anche nelle ore notturne per il presidio in attesa dell'incontro di venerdì. “I lavoratori dell’indotto della Raffineria di Milazzo devono, senza se e senza ma rientrare a lavorare - dichiara il segretario generale della Uil Messina Ivan Tripodi - e i vertici della Ram sono chiamati ad assumere iniziative adeguate al momento e caratterizzate da altissimo senso di responsabilità, anche sociale. Sarà questo lo spirito che ci animerà in vista dell’incontro di venerdì 29 maggio. A nostro avviso, però, l’esito di questa complicata vertenza rappresenta la cartina di tornasole rispetto alle prospettive future dell’importante insediamento produttivo, nonché di tutto il distretto industriale della valle del Mela” .

“Premesso che il binomio rappresentato dalla difesa dell’ambiente, da una parte, e dalla salvaguardia dello sviluppo e della tutela occupazionale, dall’altra, è assolutamente inscindibile e non negoziabile - continua Tripodi -  dobbiamo evidenziare che aver lungamente giocato al tiro al piccione nei confronti della presenza industriale nel Mela rischia di produrre conseguenze economiche e sociali disastrose. Infatti, auspicando ed operando per il raggiungimento di una positiva soluzione dell’odierna vertenza riguardante i lavoratori dell’indotto, è del tutto evidente che, a partire dal giorno seguente, saremo chiamati ad affrontare con celerità una serie di pesanti problematiche e di pericolose scadenze legate alle previsioni del Piano di tutela della qualità dell’aria approvato dalla Regione nel 2018: urge celermente un’attenta valutazione al fine adeguare ed armonizzare lo strumento normativo regionale con la regolamentazione nazionale” ha proseguito il sindacalista.

“Oggi, comunque - conclude il sindacalista -  dobbiamo mettere in campo ogni sforzo per consentire il ritorno della tranquillità sociale attraverso la difesa occupazionale dei lavoratori dell’indotto che, in questi mesi, hanno pagato un prezzo altissimo”.

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