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Economia

Reddito di cittadinanza: cosa vuol dire che è "tutto fermo" e lo scenario da incubo

In 500mila perderanno il sussidio ad agosto. Il governo aveva promesso di supportare gli occupabili, magari potenziando corsi, attività di formazione e accompagnamento a un impiego. Ma non si è passati dalle parole ai fatti: mancano solo sei mesi

Cosa succederà a chi perderà il reddito di cittadinanza in piena estate? Per i cosiddetti "occupabili" il sussidio, quest'anno, è previsto per sole 7 mensilità piene (invece delle attuali 18, rinnovabili). Per i 18-29enni che non hanno finito la scuola dell'obbligo la percezione del reddito è subordinata nel 2023 alla frequenza di corsi formativi. La quota dell'assegno destinata all'affitto di casa sarà pagata direttamente ai proprietari. Secondo le stime dell'ufficio parlamentare di bilancio la stretta decisa dal governo Meloni potrebbe far perdere il beneficio al 38.5% dei nuclei familiari (e al 23% delle persone) che oggi lo ricevono. Si tratta di percentuali che corrispondono a oltre 400mila famiglie e ben oltre il mezzo milione di individui.

Reddito di cittadinanza: chi lo perderà

A differenza di quanto ventilato in campagna elettorale, dunque, per ora il sussidio non sarà cancellato a tutti i percettori, ma solo a coloro che sono tenuti a sottoscrivere il patto per il lavoro, hanno meno di 60 anni e nel cui nucleo familiare non ci sono disabili, minorenni o persone con più di 60 anni. La legge di bilancio del governo Meloni varata a fine dicembre ha abolito il reddito di cittadinanza a partire dal primo gennaio 2024: sarà sostituito da un altro indefinito sussidio di contrasto alla povertà. La tagliola però è prevista ad agosto. I primi a perdere l'aiuto economico saranno 440 mila famiglie - circa 600-700 mila persone - che non hanno minori, disabili o anziani nel nucleo. Loro rimarranno senza sussidio dal 1 agosto 2023.

Per coloro che perderanno il reddito di cittadinanza ad agosto, è tutto fermo. Immobile. Non si è mosso nulla. L'esecutivo aveva assicurato che avrebbe supportato gli occupabili, magari potenziando corsi, attività di formazione e accompagnamento a un impiego. Ma non si è passati dalle parole ai fatti in alcun modo: il decreto in materia ancora non si vede. Mancano solo sei mesi. Non solo: secondo indiscrezioni il governo starebbe valutando se azzerare l’Anpal, l'Agenzia per le politiche attive che coordina le Regioni nell'assistenza ai beneficiari del reddito di cittadinanza. Non un gran segnale.

Il rebus degli "occupabili"

Centinaia di migliaia di nuclei resteranno senza supporto in piena estate. Questa è al momento l'unica certezza. Nella relazione illustrativa che accompagnava la legge di bilancio, veniva messo nero su bianco che a restare senza sussidio saranno quelli "occupabili". Quindi i nuclei senza bambini, disabili e anziani. Ad esempio single, coppie senza figli o con figli maggiorenni a carico, a prescindere se siano in grado di lavorare o meno. I dati ci dicono che il 70% dei percettori di reddito di cittadinanza sono soggetti con bassissima qualifica e scolarità, spesso senza reti di sicurezza sociale robuste, che un lavoro non lo troveranno facilmente, alcuni di loro non hanno mai lavorato. I poveri assoluti in Italia, quelli che non riescono a far fronte alle spese essenziali, sono secondo molte stime 5 milioni circa, di cui 1,4 milioni minori. Aggiungendo anche i poveri "relativi", a rischio di precipitare in indigenza, si arriva a oltre 10 milioni di italiani in difficoltà. L'altissima inflazione che l'Italia ha vissuto nel 2022 si è abbattuta soprattutto su di loro.

Facciamo un esempio: una persona "senzatetto" che prendeva il reddito di cittadinanza da agosto potrebbe molto probabilmente restare senza perché rientra nella categoria, vaghissima, degli occupabili. Inoltre i sei mesi intensivi di corsi di formazione, indicati in manovra come requisito obbligatorio per non decadere dall’assegno, riguardano tutti i percettori di reddito tenuti a stipulare un patto per il lavoro. Non solo quelli che non hanno figli piccoli, disabili o anziani nel nucleo. I giovani tra 18 e 29 anni che hanno lasciato la scuola dell’obbligo e sono privi di titolo di studio devono iscriversi ai corsi per gli adulti (Cpa): peccato che risultino inaccessibili ad anno già iniziato. Va segnalato che il protocollo d'intesa su questo punto, previsto dalla norma in legge di bilancio, tra ministero del Lavoro e Miur, ancora non c'è. 

Il tempo stringe

Fino a oggi, in conclusione, l'esecutivo non ha previsto alcun percorso concreto e accessibile verso il lavoro per centinaia di migliaia di persone che si ritroveranno a breve "senza rete". Il tempo stringe. "Continuo a ritenere che il reddito di cittadinanza, come è stato in precedenza il Rei, sia uno strumento necessario per contrastare la povertà. L'Italia ha la necessità di una misura universale. E' un errore pensare di smantellare ed eliminare quella prestazione assistenziale. Sono invece convinto della necessità di aprire una discussione per cambiarlo e migliorarlo per quanto riguarda gli occupabili", ha detto il leader della Cisl, Luigi Sbarra.

Il reddito di cittadinanza entra anche nella campagna elettorale delle prossime regionali. "Il Lazio è la terza regione per percettori di Rdc, con un tasso di occupazione bassissimo. Roma è la quarta città italiana per percettori - ha detto Donatella Bianchi, candidata del M5s alla presidenza della Regione Lazio - Ci rendiamo conto della gravità? Non esisterà alcuna prospettiva per i nostri figli se non cominceremo ad affrontare i problemi partendo da questi numeri spaventosi", ha detto. "Al governo della regione faremo subito il reddito di cittadinanza regionale perché se la Meloni fa la guerra ai poveri, noi chi ha di meno non lo abbandoneremo mai. Con noi al governo nessuno resterà indietro". Ma il M5s corre da solo, e secondo l'ultimo sondaggio Tecné Bianchi è in terza posizione, staccatissima da Francesco Rocca (centrodestra) e Alessio D'Amato (Pd e terzo polo).

Fonte: Today.it

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