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Rifiuti, lo studio della Uil: Messina nella top ten delle città con la Tari più salata

E' quanto emerge dallo studio del Servizio Fisco e Previdenza della Uil, che ha analizzato i costi della Tari in 109 città capoluogo di provincia. La classifica e l'analisi di Buonomo: “Aumento ingiustificato, i servizi sono carenti”

Messina nella top ten delle città più care per il pagamento della tassa sui rifiuti. E' quanto emerge dallo studio del Servizio Fisco e Previdenza della Uil, che ha analizzato i costi della Tari in 109 città capoluogo di provincia, sulla base delle delibere pubblicate nel 2023. Una media di 545 euro l'anno per famiglia contro 178 euro.

"Abbiamo condotto uno studio sulla Tari - ha dichiarato la Segretaria confederale Uil Vera Buonomo - che mette in luce un aumento del carico fiscale sulle famiglie italiane, a seguito di un incremento medio del 9,69% di questa tassa nell'ultimo quinquennio. Ancora una volta sono le famiglie meno abbienti a sopportare un peso fiscale maggiore. È evidente - ha sottolineato la Buonomo - che il sistema attuale non solo fallisce nel garantire equità e giustizia sociale, ma acuisce le diseguaglianze, creando disparità tra le diverse aree geografiche del Paese. Infatti, l'impatto della Tari sul bilancio familiare, nel 2022, è stato dello 0,64% nelle Regioni del Nord Est, ed è salito all'1,34% in quelle del Mezzogiorno. Un aumento non giustificato soprattutto per la carenza dei servizi resi, che in alcune grandi città risultano spesso inefficienti a causa delle limitate risorse disponibili. Peraltro, la Tari è destinata ad aumentare in modo maggiormente significativo - ha precisato la Segretaria confederale della Uil - nei Comuni che, nel 2023, non hanno operato una revisione del piano tariffario. Questi enti, infatti, sconteranno la crescita dell'inflazione e l'aumento del costo dell'energia, a causa dei ritardi nell'approvazione e pubblicazione delle delibere. I dati dimostrano che nei Comuni virtuosi e dotati delle risorse necessarie per investire nella gestione dei rifiuti si raggiungono migliori risultati in termini di raccolta differenziata, con ricadute positive sull'emissione della Tari per gli utenti. Alla luce del nostro studio - ha concluso la Segretaria confederale Vera Buonomo - per la Uil risulta fondamentale migliorare i servizi, favorendo un approccio coordinato a livello nazionale in grado di contrastare le disparità territoriali."

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Pisa è la città italiana con la tassa sui rifiuti (Tari) più 'salata', Belluno la più virtuosa sul fronte del costo a carico delle famiglie: una media annuale di 545 euro per famiglia contro 178. Nel 2023, dunque, Pisa detiene il primato del costo maggiore per la Tari; seguono Brindisi con 518 euro, Genova con 508 euro, Latina con 495 euro, Napoli con 495 euro, Pistoia con 492 euro, Catania con 475 euro, Trapani con 472 euro, Messina con 470 euro e Taranto con 469 euro.

Rispetto all’anno precedente, nel 2023 Benevento, Siracusa e Agrigento non sono più tra le 10 città con i costi della Tari più alti, grazie alla riduzione del costo della tassa stessa. Nello specifico, Benevento ha ridotto il costo della Tari del 4,76%, passando da 480 euro nel 2022 a 457 euro nel 2023. Siracusa ha diminuito il costo della Tari dell'1,59%, passando da 472 euro nel 2022 a 464 euro nel 2023. Agrigento ha ridotto il costo della Tari dello 0,77%, passando da 471 euro nel 2022 a 467 euro nel 2023.

Al contrario, le città di Latina, Napoli e Pistoia hanno peggiorato la loro situazione, entrando nella tabella delle città con i costi della Tari più alti. Latina ha visto un aumento del 29,38%, passando da 382 euro nel 2022 a 495 euro nel 2023. Napoli ha registrato un incremento dell'11,87%, passando da 442 euro nel 2022 a 494 euro nel 2023. Pistoia ha aumentato il costo della Tari del 10,67%, passando da 445 euro nel 2022 a 492 euro nel 2023.

Quello che emerge è che le famiglie penalizzate sono soprattutto al Sud: infatti, l'impatto della Tari sul bilancio familiare, nel 2022, è stato dello 0,64% nelle Regioni del Nord Est, ed è salito all’1,34% in quelle del Mezzogiorno. La spesa media destinata alla tassa sui rifiuti (Tari) per le famiglie italiane ha subito un notevole incremento dal 2018 al 2023, pari al 9,69%.

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