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Martedì, 5 Luglio 2022
Economia

Messina tra le 20 città italiane coi rincari maggiori, 1.507 euro di spese in più per le famiglie

E' quanto emerge dai dettagli della classifica stilata da Unione nazionale consumatori con i dati Istat sull'ultimo aggiornamento relativo all'inflazione

Messina è tra le 20 città con più di 150 mila abitanti coi rincari annui più alti d'Italia. A dirlo è una classifica dell'Unione nazionale consumatori stilata tenendo conto dei dati sull'inflazione aggiornati comunicati dall'Istat.

In testa c'è Bolzano, dove l'inflazione annua, pari a +9,1%, è la più alta d'Italia, si traduce nella maggior spesa aggiuntiva annua equivalente, in media, a 2.419 euro. Al secondo posto Trento, dove il rialzo dei prezzi del 9% determina un incremento di spesa pari a 2.355 euro per una famiglia media. Sul gradino più basso del podio Bologna, dove il +7,9% genera una spesa supplementare pari a 1.971 euro annui per una famiglia tipo. Al quarto posto Brescia (+7,3%, +1.925 euro), poi Verona (+8,1%, 1.885 euro) e in sesta posizione Milano (+6,8%, +1.846 euro). Chiudono la top ten due città siciliane: Palermo, appunto, e Catania, entrambe a +8,8%, pari a 1.747 euro. La città più virtuosa è Campobasso, con un'inflazione del 5,8% e una spesa aggiuntiva per una famiglia tipo pari a "solo" 1.062 euro. Segue Ancona (+5,6%, +1.113 euro) e Catanzaro (+6,2%, +1.158 euro).

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Sicilia settima tra le regioni

Per quanto riguarda, invece, le regioni, la Sicilia è settima, con un'inflazione annua dell'8,3% che si traducono in rincari per la famiglia pari a 1.551 euro. In testa con un'inflazione annua a +9% c'è il Trentino, che registra un aggravio medio pari a 2.339 euro su base annua. Segue la Lombardia, dove la crescita dei prezzi del 6,6% implica un'impennata del costo della vita pari a 1.715 euro, terza l'Emilia Romagna, +7%, con un rincaro annuo di 1.665 euro. La regione dove si risparmia di più è invece il Molise, +5,8%, pari a 1062 euro, seguite da Puglia (+7,2%, +1166 euro) e Marche (+6%, +1170 euro). 

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L'Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio stilando anche la classifica completa delle città con i maggiori rincari annui per quanto riguarda due voci del paniere, cibo e bevande, e luce e gas, elaborando gli ultimi dati Istat relativi al mese di maggio. 

La classifica dei rincari di cibo e bevande

In Italia i prezzi dei Prodotti alimentari e le bevande analcoliche sono saliti a maggio del 7,4% su base annua, determinando già una stangata pari in media a 417 euro a famiglia, batosta che sale a 514 euro per una coppia con 1 figlio, 569 euro per una coppia con 2 figli e che raggiunge il record di 680 euro per una coppia con 3 o più figli, in molte città è andata ancora peggio. A guidare la classifica della città peggiori è Catania dove per cibo e bevande si registra un rialzo dell'11,1% rispetto a maggio 2021, +643 euro in termini di aumento del costo della vita per una famiglia media, al secondo posto Imperia, con un incremento dei prezzi dell'11% e un aggravio annuo pari a 589 euro, al terzo Sassari con +10%. Seguono Palermo (+9,9%), Teramo (+9,6%), Cosenza (+9,5%), in settima posizione Ascoli Piceno (+9,3%), e poi Trento, Gorizia, Pescara e Messina (tutte con 9,2%). La città dove i rincari sono minori per mangiare e bere è Milano, dove i prezzi crescono 'solo' del 4,7%, seguita da Mantova (5%) e Como (5,2%).

La classifica dei rincari delle bollette

Per Energia elettrica, gas e altri combustibili, voce che include luce (mercato tutelato e libero), gas, gasolio per riscaldamento e combustibili solidi, se in Italia l'aumento a maggio è già stato astronomico, +64,7% il dato tendenziale, con una mazzata a famiglia pari in media a 872 euro su base annua, in alcune città si è addirittura varcata la soglia del raddoppio. A vincere la classifica dei cittadini più tartassati è Bolzano, dove le spese per luce e gas decollano del 112,9% su maggio 2021, seguita da Trento, +109,2%, anche qui oltre il doppio. Sul gradino più basso del podio Lodi (+79,8%). Seguono tutte città della Lombardia, un segno che in questa regione evidentemente ci sono state maggiori speculazioni che altrove: Milano +78,2%, Varese +78,1%, Cremona +77,4%, Lecco al settimo posto con +76,8%, Bergamo +76,6%, Brescia e Mantova (entrambe a +76,5%), Pavia (+76,4%) e Como (+76,2%). Le città meno svantaggiate sono Sassari (+51,6%), Reggio Calabria (+52,1%), Cagliari e Napoli (+53,2% per entrambe).

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