Risorse ristoro a Taormina, Bolognari: “Cifre insufficienti"

Il sindaco parla di un errore di calcolo: "Se il Parlamento non porta almeno a 400 milioni questo ristoro, noi siamo disposti a proteste clamorose per salvare il settore turistico"

Il sindaco Bolognari

Stabilite dal Ministero dell’Interno, a seguito dell'intesa raggiunta in Conferenza Stato-città lo scorso 23 giugno le  risorse per ristoro Comuni previste dal Decreto rilancio . Questi i contributi previsti per Taormina: 425.592,91 euro, ristoro per le minori entrate derivanti dalle esenzioni dall’IMU per il settore turistico; 153.092,39, ristoro per  le minori entrate dovute all’esonero dal pagamento della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap/Cosap); 500.488,60 euro,  ristoro  parziale delle minori entrate derivanti dalla mancata riscossione dell’imposta di soggiorno.

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Cifre inadeguate secondo il sindaco Mario Bolognari che parla di un errore di calcolo: “Come avevamo ampiamente previsto, si tratta di cifre assolutamente insufficienti, frutto di un errato calcolo delle perdite da parte dei comuni. Parliamo di meno del 20% del calo di entrate e questo non può essere tollerato. In sede di conversione, ormai giunta all’ultima settimana, visto che il 19 luglio è fissata la scadenza per convertire il decreto-legge in legge, il Parlamento non aumenta questi ristori, i comuni turistici potranno chiudere i battenti e dichiarare il dissesto. In particolare, l’imposta di soggiorno è stata calcolata in modo ridicolo, prevedendo per tutta l’Italia appena cento milioni, circa 25 centesimi a pernottamento con riferimento al 2019. Noi abbiamo un gettito per il 2019 che, invece, è di circa 3 euro a pernottamento: la sproporzione è grandissima. Ripeto: se il Parlamento non porta almeno a 400 milioni questo ristoro, noi siamo disposti a proteste clamorose in difesa della realtà dei fatti e di un comparto, quello turistico, che ancora oggi, metà luglio, sta soffrendo gravemente”.
 

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