Economia

Ritardi nei pagamenti dei lavoratori Asacom, Uil Fpl punta il dito contro Palazzo dei Leoni

Il sindacato chiede al sindaco metropolitano di risolvere la questione. "Disagi per chi è monoreddito, inaccettabile inerzia dell'ex Provincia"

I lavoratori Asacom continuano a fare i conti con i ritardi sul pagamento degli stipendi. Lo denuncia la Uil-Fpl in una nota inviata al sindaco metropolitano Cateno De Luca da Pippo Calapai e Laura Strano, rispettivamente segretario generale e segretaria provinciale responsabile Terzo settore.

I due sindacalisti sottolineano il disagio dei dipendenti e l'incertezza sul futuro. "Come è noto - spiegano -  l’articolo 84 del vigente CCNL dispone che  la retribuzione deve essere corrisposta alla lavoratrice e al lavoratore in una data stabilita non oltre il 20° giorno successivo alla fine di ciascun mese”. E’ insostenibile per chi lavora massimo 18 ore e non può svolgere altra attività lavorativa sostenere anche un solo giorno di ritardo rispetto a un termine che è già l’ultimo possibile e che invece dovrebbe essere anticipato per consentire, immaginiamo chi è monoreddito, di provvedere ad esigenze basilari. Ritardi il mese scorso e ritardi ancora questo mese. Nonserve a nulla che la città metropolitana inserisca nel capitolato clausole sugli obblighi dell’appaltatore e sul rispetto dei diritti dei lavoratori se queste clausole non le fa rispettare".

Ma i problemi non si limitano ai ritardi con cui vengono erogati i salari mensili. "A ciò si aggiunge - proseguono Calapai e Strano -  il disagio per la decurtazione della già esigua retribuzione per chi non ha completato le 18 ore enon riuscirà a recuperarle perché, nonostante la proroga del servizio al 21 marzo in attesa della nuova aggiudicazione, i lavoratori non hanno avuto la possibilità di recuperare oltre il 22 febbraio.  A nulla è servito convocare le parti sociali e ilProvveditorato senza riuscire poi ad adottare una direttiva/circolare congiunta che prendesse atto dell’assurdità di tale impostazione e restituisca dignità a questi lavoratori con il riconoscimento pieno del profilo professionale che comprendeoltre le sacrosante ore di mera assistenza in presenza dell’utente altre attività previste dal decreto assessoriale  prestate anche in assenza dello stesso ma che non vengono riconosciute a discapito della dignità di lavoratori che hanno seguito corsi di centinaia di ore imposti dalla Regione Siciliana e nella maggior parte dei casi sono provvisti di una o due lauree e master di alta specializzazione. La città metropolitana nemmeno nell’ultimo capitolato d’appalto risulta chiara e sensibile alle problematiche denunciate probabilmente per meri motivi ragionieristici. Inaccettabile se pensiamo che lo stesso Sindaco al Comune di Messina ha internalizzato gli operatori di pari qualifica".

Calapai e Strano concludono la nota chiedendo al Sindaco ancora una volta un intervento risolutivo, ma nelle more che ciò avvenga, stante l’inerzia da parte della città Metropolitana nella risoluzione della problematica, comunichiamo la trasmissione degli atti a tutte leIstituzioni preposte all’attività di vigilanza per le doverose verifiche, per provare a porre fine a questa incresciosa e incredibile vicenda".

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