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Ritardo per gli stipendi Atm? “La crisi si risolve col Salva Messina, non con le istigazioni di soggetti mai visti in piazza”

Cisl, Faisa, Ugl e Orsa difendono l'amministrazione dalle polemiche 'virtuali' sui pagamenti: “Settimana prossima saranno liquidati, ultimi intoppi prima di mettere la parola fine a un'azienda che è stata mangiatoia della politica”

Sarà pagato lunedì 3 febbraio lo stipendio di dicembre ai lavoratori dell’Atm e sarebbe pronto anche il pagamento del mese successivo. In buona sostanza, a partire dal prossimo lunedì, i lavoratori dovrebbero ricevere due mensilità a distanza di pochi giorni. Lo comunica l’azienda alle organizzazioni sindacali che si sono fatti portavoce della rassicurazione già precedentemente annunciata.

La nota di Cisl, Faisa, Ugl e Orsa prende posizione anche sulle polemiche legate ai ritardi dei pagamenti e alle trasformazioni in corso stigmatizzando “gli allarmismi tattici e l’istigazione a sfasciare tutto può servire a una minoranza di oppositori che auspicano la catastrofe per dare un senso alla loro opposizione e dimostrare di esistere”.

I sindacati – si legge in una nota firmta da Lillo D’Amico, Lillo Sturiale, Antonio Sciotto e Gianmarco Sposito – “non giustificano il ritardo dello stipendio che resta un diritto costituzionale imprescindibile, ma invece di dedicare preziose risorse ai comunicati stampa autoreferenziali, o peggio, rispondere al turpiloquio che in queste occasioni echeggia nelle pagine dei social con insulti diretti all’azienda, al sindaco e a una parte di sindacato, proferiti da soggetti minoritari mai visti in piazza, che riescono ad organizzare proteste solo nel territorio virtuale, dove non si vedono i numeri della rappresentanze, questo fronte sindacale si è impegnato, come sempre, a risolvere concretamente il problema che in questa fase affligge i lavoratori e le loro famiglie. Da interlocuzioni dirette tenute in questi giorni con i commissari liquidatori, direzione aziendale e con gli istituti comunali competenti – continua la nota - è emerso che il Comune di Messina ha girato i fondi necessari ad Atm e l’azienda, in data 29 gennaio 2020, ha effettuato alla Banca Nazionale del Lavoro il bonifico propedeutico al pagamento degli stipendi, però, come è noto a tutti, la situazione debitoria di Atm in liquidazione è drammatica e la banca, legittimamente, ha bisogno di tempo per porre in essere ogni precauzione a sua tutela”.

Per i sindacati si tratta degli ultimi intoppi prima di mettere la parola fine all’azienda in liquidazione, “mangiatoia della politica che ha fatto pagare a caro prezzo ai messinesi anni di mala gestio e sperpero di denaro pubblico che stava trascinando l’intera città al dissesto.  Il percorso del “Salva Messina” è necessario quanto inarrestabile, non serve lanciare continui allarmi per esasperare gli animi e istigare i lavoratori che sono intelligenti ed hanno ampiamente capito con chi schierarsi. Se il fronte sindacale con più iscritti in azienda – concludono -  insieme al sindaco e Consiglio Comunale, eletti dai cittadini, hanno tracciato un percorso di risanamento aziendale, la realizzazione di tale obiettivo equivale al rispetto della volontà della maggioranza espressa attraverso democrazia rappresentativa. Le minoranze se ne facciano una ragione”.

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