Incentivi fiscali: in Sicilia poche imprese li hanno richiesti, ma c'è tempo fino a dicembre

Il piano nazionale Industria 4.0 consente di recuperare oltre il 50% degli investimenti in innovazione. Sicindustria e Ransomtax, che ha sede operativa a Santa Teresa i Riva, spiegano come usufruire delle normative fiscali in tre incontri che si terranno a Palermo, Messina e Agrigento

Recuperare oltre il 50% dei soldi investiti in innovazione attraverso le agevolazioni fiscali. Per le imprese che investono in impianti e attrezzature tecnologicamente avanzati si tratta di una possibilità concreta. Con una scadenza: 31 dicembre 2020. Così prevede il piano nazionale Industria 4.0 (oggi Transizione 4.0), messo in campo dal governo nazionale per favorire i processi di trasformazione tecnologica e gli investimenti in ricerca, sviluppo ed innovazione. Solo una piccola parte delle aziende presenti in Sicilia, però, ha finora usufruito degli incentivi.

Il motivo? Mancanza di informazioni e competenze professionali tra i ranghi aziendali. Per colmare questo gap, Sicindustria e Ransomtax (società di consulenza specializzata in fiscalità agevolata e implementazione di modelli di governance) organizzano un ciclo di incontri che si terranno tra fine settembre e inizio ottobre a Palermo (28 settembre in via Alessandro Volta), Messina (14 ottobre da confermare) e Agrigento (19 ottobre da confermare). In un contesto strutturale asfittico, reso ancora più problematico dall'emergenza Coronavirus, l'obiettivo di questi tre incontri è spiegare alle imprese come ottenere liquidità immediata, mediante strumenti come il credito d’imposta per la ricerca e sviluppo, il patent box ed il nuovo credito d’imposta sugli investimenti (ex iper ammortamento).

Il tempo stringe: mancano tre mesi per poter usufruire di alcune di queste agevolazioni. "Per fortuna però non aver attivato in passato queste agevolazioni non esclude il fatto che possano essere utilizzate oggi, proprio perché hanno la caratteristica di essere retroattive" spiegano Roberto Triolo e Salvatore Lo Bue, amministratori di Ransomtax, società di Milano con un "cuore" che batte in Sicilia. A Santa Teresa di Riva, in provincia di Messina, si trova infatti la sede operativa dell'azienda, fondata da Triolo (messinese) e Lo Bue (palermitano).

"Dalle analisi che abbiamo effettuato - proseguono i due Ceo di Ransomtax - in Sicilia ci sono tantissime aziende che hanno già i requisiti necessari per beneficiare immediatamente di un credito d'imposta da utilizzare in compensazione oppure ottenere una forte detassazione, senza dimenticare che queste agevolazioni sono cumulabili con quelle già previste per il Mezzogiorno, come ad esempio il cosiddetto 'bonus Sud' per gli investimenti. Incontrando ogni anno centinaia di imprenditori abbiamo riscontrato che spesso sconoscono le opportunità offerte dalla legislazione vigente. C'è un gap informativo che fa perdere alle nostre imprese importanti occasioni: soldi effettivamente stanziati e immediatamente disponibili che potrebbero essere investiti per affrontare la crisi e acquisire più competitività sui mercati".

Ma è l'Italia, in generale, a rimanere al palo. Lo confermano i dati recentemente diffusi dal Mise, secondo cui le imprese italiane si caratterizzano per la bassa percentuale di investimenti industriali negli ultimi 15 anni, l'obsolescenza del parco macchine, l'errata ripartizione del capitale (quella che in gergo viene chiamata misallocazione), la bassa produttività e la scarsa disciplina del credito. 

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"Ci aspettiamo - concludono Triolo e Lo Bue - che il governo accolga però le istanze che arrivano dal mondo dell'impresa. Servono semplificazione normativa e minore incertezza applicativa, ma soprattutto misure che garantiscano programmazione a lungo raggio negli investimenti. Intanto, quello che gli imprenditori non devono fare è lasciarsi sfuggire le opportunità già in atto, alcune di queste in scadenza già a fine anno".

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