rotate-mobile
Economia

Stangata sul ponte del 25 aprile e 1º maggio: cosa succede

A pesare sulle tasche degli italiani i forti rincari registrati in numerosi settori: dai trasporti ai ristoranti, passando per musei e parchi divertimento: ecco quanto pagheremo in più rispetto allo scorso anno

I ponti del 25 aprile e del 1 maggio costeranno agli italiani il 10,5 per cento in più rispetto allo scorso anno. A pesare sono i significativi rincari che si registrano in molti comparti che, direttamente o indirettamente, interessano famiglie e non solo nei ponti di primavera.

Chi si concederà una breve vacanza dovrà fare i conti con i rincari delle tariffe su alloggi e spostamenti, ma anche chi resterà in città avrà a che fare con aumenti generalizzati in settori come la ristorazione e l'intrattenimento, senza contare i continui rincari sul costo dei carburanti. 

Bollette meno salate ma cibi e vestiti più costosi, come cambiano i prezzi a Messina

Dove colpiranno gli aumenti

A delineare un quadro preciso è l'associazione per la difesa dei consumatori Assoutenti, che fornisce le stime sulle spese che attendono le famiglie per le festività del 25 aprile e 1 maggio. "I ponti di primavera costeranno così agli italiani circa il 10,5% in più rispetto allo scorso anno, determinando a parità di consumi una stangata da circa 780 milioni di euro su chi si metterà in viaggio nei prossimi giorni",  afferma il presidente Gabriele Melluso.

"Più di 17 milioni di italiani si sono concessi una vacanza in occasione dei ponti di primavera lo scorso anno, con un business da 7,4 miliardi di euro complessivi. Numeri positivi che saranno replicati nel 2024 - spiega Assoutenti - con milioni di cittadini che si apprestano a trascorrere qualche notte fuori casa tra il 25 aprile e l’1 maggio. A pesare sui ponti saranno tuttavia i rincari che stanno interessando tutto il comparto turistico, e che toccano ogni aspetto delle vacanze: i pacchetti vacanza, ad esempio, hanno registrato nell’ultimo mese un aumento del +8,2% su base annua, ma sensibili rincari riguardano anche gli alberghi che hanno ritoccato le tariffe del +6,9% e gli alloggi in altre strutture (b&b, case vacanza) che segnano un +8,4% su anno".

Una vera stangata si registra poi nel trasporto aereo: +19,1 per cento sui voli nazionali rispetto al 2023, +16,5 per cento su quelli europei, +7,3 sulle tratte internazionali. Non andrà molto meglio per chi sceglie il treno: i biglietti rincarano dell'8%, quelli di autobus e pullman del 4%.

Per chi si sposterà in auto impossibile non fare i conti con gli ultimi rialzi dei carburanti: "I prezzi alla pompa di benzina e gasolio continuano a salire senza sosta, al punto che la verde è aumentata del +8,3% da inizio anno, con un pieno che costa circa 7,5 euro in più", denuncia l'associazione.

Gli italiani che non hanno in programma weekend fuori porta dovranno comunque affrontare i rincari su "tutti i servizi accessori, dai ristoranti che costano il 3,8% in più rispetto allo scorso anno ai parchi divertimento (+4 per cento), passando per musei e monumenti, che segnano quest'anno un +3,7 per cento".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Stangata sul ponte del 25 aprile e 1º maggio: cosa succede

MessinaToday è in caricamento