Economia

Birrificio Messina simbolo di rinascita, Sorrenti: “Abbiamo dato lavoro ai giovani ma la burocrazia è un limite”

La testimonianza al dibattito “Un mondo nuovo” voluto dalla Cgil della Basilicata. Una storia di cooperazione per uscire dalla crisi

I lavoratori del Birrificio Messina

La storia e la determinazione dei lavoratori del Birrificio Messina esperienza simbolo a "Un nuovo mondo", titolo scelto dalla Cgil Basilicata per parlare di lavoro, giovani e futuro a Potenza. A dibattere in piazza don Bosco, sono stati i protagonisti del mondo del lavoro: dagli imprenditori ai sindacalisti che si sono confrontati anche sulle nuove modalità acchiappa futuro per consentire che imprese in difficoltà o prossime alla chiusura possano salvarsi.

Focus della giornata è stato l'incontro "Il lavoro possibile: storie di cooperazione per uscire dalla crisi" che ha raccontato l'importanza del Wbo ovvero di cooperative create dai dipendenti che rilevano l'azienda in cui operavano e che altrimenti avrebbe chiuso. Sul palco, volti che hanno raccontato le difficoltà di diventare imprenditori di sé stessi. Come Domenico Sorrenti, presidente "Birrificio Messina", colpito dalla crisi e rilevato dai suoi operai nel 2013. La cooperativa è partita dopo alcuni problemi burocratici, due anni dopo e ora dà "lavoro non solo per noi 15 soci ma abbiamo dato lavoro ad altri ragazzi, all'indotto in una città come Messina che ha bisogno, che si stava svuotando della gioventù e cerchiamo con la cooperativa di rimboccarci le maniche a far capire ai giovani che se hanno un sogno di crederci e andare avanti", ha spiegato Sorrenti.

La cooperativa che ha salvato dal fallimento la storica azienda produttrice di birra siciliana è partita nel 2015, due anni dopo dall'avvio della richiesta da parte dei dipendenti. Sorrenti infatti, individua nella "burocrazia il problema" del workers byout perché "non sai mai quando finisce la trafila nel fare i documenti e permessi per andare avanti".

Storia simile alla Itacables di Caivano, ripartita grazie al sostegno di Cfi, società finanziaria prevista dalla legge Marcora "nata proprio per sostenere i wbo ovvero il rilancio e il recupero delle aziende in crisi da parte degli stessi lavoratori che sono stati espulsi dal ciclo produttivo", dice Camillo De Berardinis, amministratore delegato di Cfi società che riveste il ruolo di "finanziaria di attuazione della legge che ha negli anni, allargato il suo campo di azione. "In Sicilia abbiamo finanziato un wbo molto particolare: un cooperativa che ha riaperto un centro commerciale che era stato confiscato alla criminalità organizzata". "Le banche tradizionali per quanto riguarda il finanziamento alle startup sono molto difficili - ha detto Matteo Potenzieri, presidente di Itacables - È importante avere un rete che possa finanziare questo tipo di progetti". "Io credo che il problema sia tornare a reinvestire, a tirare fuori i soldi veri non finti. Quindi serve che sia le imprese sia lo Stato si ragioni su piani straordinari di investimenti seri e si individuino i settori strategici del nostro Paese", ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

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