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Martedì, 17 Maggio 2022
Economia

L'allarme: "Pandemia e guerra in Ucraina frenano la ripresa del turismo in Sicilia"

I sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs chiamano la Regione: "Urge un incontro urgente per affrontare la nuova emergenza che rischia di investire il settore"

Un incontro urgente per affrontare la nuova emergenza che rischia di investire il settore del turismo in Sicilia, che sembrava pronto a rilanciarsi dopo essere stato colpito dalla pandemia ma si prepara a subire i contraccolpi della guerra in Ucraina. Lo chiedono in una nota indirizzata all’assessore al Turismo, Manlio Messina, le segreterie regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

I sindacati, per voce di Monia Caiolo, Giusi Sferruzza e Marianna Flauto, chiedono di “condividere le azioni da mettere in campo per evitare ulteriori perdite occupazionali all’interno della filiera turistica”. A riguardo, con riferimento al Programma triennale di sviluppo turistico 2021-2023, elaborato esattamente un anno fa, i sindacati ritengono utile “un confronto di merito su quanto è stato nel frattempo attuato e le linee programmatiche da portare a compimento da qui al 2023. Un confronto che, certamente, ha la necessità di vedere, in fase immediatamente successiva, il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera turistica e degli assessorati regionali che inevitabilmente ne sono coinvolti, attraverso la convocazione di un apposito tavolo tecnico”. 

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Secondo Filcams, Fisascat e Uiltucs “l’industria turistica è fondamentale nella composizione del Pil della nostra regione, ma oggi più che mai necessita di politiche strategiche di settore, di esprimere un lavoro di qualità, stabile, dignitoso e sicuro”.

I sindacati ritengono fondamentale affrontare l’emergenza stagionali: “I precari del turismo hanno perso mesi di lavoro senza percepire alcun reddito e negli ultimi anni non riescono a svolgere attività per periodi più lunghi di tre, quattro mesi, a fronte dei 6/8  mesi dei periodi ante Covid, non riuscendo dunque a maturare il periodo utile  alla fruizione della naspi a totale copertura del periodo di non lavoro. La Regione intervenga anche pensando alla costituzione di un apposito fondo straordinario per questa platea dì lavoratori”.

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