Domenica, 26 Settembre 2021
Economia

Vertenza Gicap, proposta di Ergon ma con oltre cento esuberi: sindacati in assetto di guerra

Fino al 18 giugno i supermercati saranno ancora condotti in affitto dalla Like Sicilia srl, in attesa della decisione del Tribunale di Messina che dovrà decidere cosa accadrà dopo il 18 giugno. Le preoccupazioni di Filcams Cgil e della Uiltucs: “Possibile suddivisione della rete vendita, 400 famiglie in difficoltà”

Dopo ben due anni dall’avvio della procedura di concordato preventivo presentata dalla Commerciale GiCap s.p.a. ed a tutt’oggi non ancora conclusa, la stessa GiCap ha di recente depositato in tribunale, una ulteriore richiesta di rinvio agli organi della procedura fallimentare, con in aggiunta la proposta della Ergon arl per il cambio d’affitto dei punti vendita, precedentemente affittati alla Like Sicilia spa.

Fino al 18 giugno prossimo, infatti, i supermercati saranno ancora condotti in affitto dalla Like Sicilia srl (marchio ILS e Qui Conviene), in attesa della decisione del Tribunale di Messina che dovrà decidere cosa accadrà dopo il 18 giugno.
I sindacati con i segretari generali della Filcams Cgil Messina, Giselda Campolo, e della Uiltucs Messina, Francesco Rubino esprimono grande preoccupazione per le condizioni dei lavoratori e il mantenimento dei loro livelli occupazionali.

“La proposta di Ergon, infatti, annuncia un esubero di oltre 100 lavoratori e anticipa la richiesta di rinegoziare, in deroga al Contratto Nazionale, le attuali condizioni contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori. Inoltre si tiene margine per operazioni societarie successive di vendita, subaffitto o restituzione a Commerciale GiCap s.p.a di singoli punti vendita considerati antieconomici. Questo potrebbe dare via a una operazione di suddivisione della rete vendita che creerebbe piccole realtà con possibili disparità di trattamento tra lavoratori e rischierebbe di far perdere i diritti conquistati in questi due anni di gestione, una vera macelleria sociale”.

“Stiamo parlando di oltre 400 famiglie – continuano Campolo e Rubino – che hanno già dovuto subire deroghe al loro contratto di lavoro con pesanti ripercussioni sulle loro retribuzioni.
Quanto sopra subito dai dipendenti – su scelte economiche/commerciali certamente non da loro effettuate -, ha comportato gravissime sofferenze al bilancio familiare degli stessi, sofferenze solo di recente risolte con il mantenimento degli impegni presi, da parte della Like Sicilia in sede di accordo sindacale, che hanno riportato a serenità contrattuale ed economica tutti i dipendenti.

Con questa ultima richiesta di GI.CAP. alle lavoratrici ed ai lavoratori appare una situazione in cui sembra che le sorti della rete di vendita, e della stessa risoluzione della procedura fallimentare venga, di fatto, pagata dagli stessi lavoratori.
Non vorremmo che eventuali futuri interlocutori possano provare a indebolire e smantellare questo sistema di diritti. Le politiche economiche aziendali non devono più essere pagate dai lavoratori. Un piano industriale deve prevedere il rilancio della rete vendita e non la contrazione del costo del lavoro. Oggi siamo in una fase protetta, in cui siamo certi ci sarà un ponderato intervento del Tribunale nella risoluzione di una vertenza che tocca un tale numero di famiglie da essere vitale per l’intero tessuto economico della nostra già martoriata provincia, vertenza che potrebbe determinare gravissime tensioni sociali. Deve essere chiaro a tutti gli attori economici di questa vicenda, che dovranno tenere conto di oltre 400 lavoratori non più disponibili a retrocedere sui diritti”.

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