Lunedì, 18 Ottobre 2021
Economia

Vertenza Gicap, i sindacati: "Pagati gli stipendi solo a chi ha raggiunto l'accordo, discriminati gli altri"

La denuncia di Filcams Cgil e UilTucs. "Comportamento profondamente scorretto, difficoltà economiche per chi non ha conciliato gli importi"

Due pesi e due misure da parte di Gicap nel pagamento degli stipendi dei suoi dipendenti. Lo denunciano le federazioni provinciali di Filcams-Cgil e UilTucs-Uil con una nota stampa. Secondo i due sindacati l'azienda che gestisce la grande distribuzione alimentare, il cui ramo d'azienda è stato ceduto a Like Sicilia,  avrebbe saldato la prima tranche delle spettanze arretrate solo ai lavoratori che hanno firmato l’accordo individuale, discriminando e lasciando in gravi difficoltà economiche chi non aveva voluto conciliare gli importi.

“Tale comportamento - dichiarano Francesco Lucchesi, segretario generale Filcams-Cgil Messina e Francesco Rubino, UilTucs-Uil Messina - è profondamente scorretto e lesivo degli interessi delle persone che assistiamo e tuteliamo. Invitiamo l’azienda, che più volte abbiamo sollecitato al pagamento delle spettanze arretrate, a provvedere a pagare quanto dovuto”.

Filcams e UilTucs riscontrano anche il mancato pagamento dei dipendenti del Qui Tron di Giardini Naxos. "La Gicap - spiegano Lucchesi e Rubino - dovrebbe provvedere ad avere un comportamento uniforme con tutti quelli che erano suoi dipendenti e non fare discriminazioni. Inoltre sollecitiamo Gicap ad espletare tutti gli atti propedeutici all’attivazione della cassa integrazione, a suo tempo sottoscritta con le organizzazioni sindacali, affinché le procedure amministrative si possano accelerare. Non vorremmo correre il rischio che la procedura di cassa integrazione possa essere bocciata. Ciò comporterebbe ulteriori disagi ai lavoratori che già hanno vissuto un periodo di gravi difficoltà".

Gicap sconta da marzo una crisi. L'azienda nei mesi scorsi ha annunciato la cessione di 42 negozi a insegna Ard, Sidis e Max Sidis di Palermo, Messina e delle province di Enna e Siracusa, oltre a quelli presenti in Calabria, mettendo a rischio il futuro dei 700 lavoratori impiegati nei punti vendita. A maggio l'accordo con il gruppo Like Sicilia che rileva il ramo d'azienda salvando di fatto il futuro dei 250 dipendenti messinesi.  

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