Lunedì, 22 Luglio 2024

VIDEO | L'Aida torna al Teatro Vittorio, emozione senza tempo per il capolavoro di Verdi

Con la regia di Carlo Antonio De Lucia torna sul palcoscenico la monumentale opera che con la città ha un legame speciale

Due donne, la passione per lo stesso uomo e la capacità di entrambe di rinunciare alla propria libertà (Aida) e alla propria vita (Amneris) commuovono lo spettatore e incantano in questo capolavoro epico che trascina nelle profondità dell’animo umano.

Al Teatro Vittorio Emanuele successo per l'Aida di Giuseppe Verdi da ieri in scena e poi l'11 alle 17.30 e  martedì 13 febbraio alle 20.30. Un'attesa ripagata quella  per la prima dell’opera in quattro atti di Giuseppe Verdi, su libretto di Antonio Ghislanzoni, basata su un soggetto originale dell’archeologo francese Auguste Mariette, primo direttore del Museo Egizio del Cairo. La produzione è dell’Ente Teatro di Messina.

personaggi         interpreti            
Re d’Egitto         PAOLO PECCHIOLI           
Amneris              SANJA ANASTASIA          
Aida                      OKSANA DYKA  
Radamès            WALTER FRACCARO              
Amonasro          GIUSEPPE ALTOMARE   
Messaggero      DAVIDE SCIGLIANO        
Ramfis                 DARIO RUSSO    
Sarcedotessa    OLEKSANDRA CHAIKOVSKA

direttore Carlo Palleschi
Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele
Coro lirico “Francesco Cilea” diretto dal Maestro Bruno Tirotta
Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Odessa

regia Carlo Antonio De Lucia

Allestimento OPERA PRODUCTION C.D. GmbH – AUSTRIA
produzione E.A.R. TEATRO DI MESSINA

L'Aida a Messina (dal libretto)

di Matteo Pappalardo

L’”Aida” giunse a Messina, al “Vittorio Emanuele”, il 20 dicembre 1977 (la “prima” italiana era stata data al Teatro alla Scala l’8 febbraio 1872): nella compagnia di canto Abigaille Bruschi Chiatti nel ruolo eponimo, Gaetano Ortisi nella parte di Radames, Giuditta Casaglia (Amneris), Gaetano Toledo (Amonasro) ed Enrico Cherubini (Ramfis). Numerose le recite previste (ventinove in tutto: l’ultima il 16 aprile 1878), in una stagione, affidata dal sindaco del tempo Giuseppe Cianciafara all’impresario Allegra, che comprendeva anche altri due titoli verdiani, “La traviata” e “La forza del destino”, le cui recite – come accedeva al tempo, si alternavano a quelle del capolavoro verdiano di cui proviamo a tracciare la storia nella città dello Stretto.

Tornò nella stagione estiva del 1882, programmata stavolta dall’Impresa Russo: nelle cronache del tempo la recita del 16 agosto venne salutata come un “evento senza precedenti”, in virtù di una compagnia straordinaria, in cui spiccarono Teresina Singer (Aida), Antonietta Pozzoni (Amneris), Franco Cardinale (Radames), Sante Athos (Amonasro), Vittorio Salmati (Ramfis) e Angelo Mancini (Il Re); a dirigere venne chiamato il Maestro Giuseppe Dell’Orefice. Ventitré recite in tutto, fino al 25 settembre, in un cartellone in cui trovarono posto anche “Rigoletto” e ”Ernani” (data insieme al ballo “Brahma”). Il 19 dicembre 1889 inaugurò la nuova “stagione lirica di Carnevale- Quaresima”, sotto la direzione del Maestro Nicolò Guerrera: nella compagnia, Adriana Busi (Aida), Checchina Riolo (Amneris), Michele Mariacher (Radames), Eduardo Camera (Amonasro), Gaetano Rovere (Ramfis), Alessandro Nicolini (Re) e Pietro Lauria (Messaggero). Ventuno recite, fino al 14 febbraio 1890.

Oltre ad “Aida, vennero rappresentate “Trovatore”, “La forza del destino” e “Ernani”. E figura anche - la “prima” rappresentazione andò in scena il 5 dicembre 1899, con grande successo di pubblico e di critica - nell’ultima stagione (autunnale, insieme con la “Lucrezia Borgia” di Donizetti, affidata dall’impresa Riolo, promossa anche per festeggiare il 350° anniversario della fondazione dell’Università) posta a chiudere il XIX secolo; a comporre la compagnia di canto, di buon livello, il tenore Werner Alberti, il baritono Alessandro Modesti, il basso Augusto Dadò, il soprano Gina Perfumi e il mezzosoprano Carolina Zawner. Il Novecento, infine. Nell’”Aida” andata in scena nel gennaio 1903 il ruolo del titolo fu interpretato da Giuseppina Uffreduzzi; Giannina Lucacewska fu Amneris, Francesco Nieddu si fece apprezzare nelle vesti di Radames e Pasquale Amato in quelle di Amonasro; Carlo Rossini fu Ramfis e Paolo Chiossone il Re. E arriviamo all’edizione del 1908, la cui prima fu rappresentata il 24 dicembre di quell’anno (nel cartellone, affidato all’impresa di Ernesto Mastrojeni, anche la “Madama Butterfly” pucciniana): nel ruolo eponimo il soprano Paola Koralech; Flora Perini, invece, fu scelta per la parte di Amneris; il tenore astigiano Angelo Gamba, a sua volta, diede voce a Radames; Aristide Anceschi ad Amonasro e Giuseppe Quinzi Tapergi a Ramfis; direttore e maestro concertatore d’orchestra il Maestro Franco Paolantonio. Dopo la seconda recita, della sera del 27 dicembre, il terribile terremoto che “infiniti lutti addusse”, decretando un lungo silenzio su Messina e sul suo magnifico Teatro. Con il Teatro “Vittorio Emanuele” chiuso, ci furono cinque rappresentazioni dell’”Aida” in altri palcoscenici all’aperto (non ne vennero programmate, infatti, né al “Savoja” né al “Peloro”): la prima, il 7 e l’8 settembre del 1935, nella Piazza Circolare1 (l’odierna Piazza Antonello), con una protagonista veramente d’eccezione: il soprano Giannina Arangi Lombardi2 ; la seconda nel 1948, nei locali della Fiera, in un cartellone che, dal 23 al 26 agosto, propose anche “La traviata”, “Carmen” e “Cavalleria rusticana”; un’altra ancora nel 1951, al Palazzo Municipale (30 agosto), con la direzione di Raccuglia e la regia di Mirabella Vassallo; una quarta, nel 1955, al Teatro dei Dodicimila, con il grande Franco Corelli, Anita Cerquetti, Miriam Pirazzini ed Enzo Viero (la critica del tempo parlò di “esecuzione esemplare”, tale da riuscire a entusiasmare i tantissimi presenti); e una quinta, nel 1961, ancora a Piazza Municipio, potendo contare su una straordinaria Aida come Gloria Davy (inserita in un cartellone comprendente anche “Madama Butterfly”, “La traviata” e “Turandot”).

Dopo la riapertura del Teatro “Vittorio Emanuele”, avvenuta il 24 aprile del 1985 con il concerto (replicato la sera successiva) della London Philarmonia, diretta dal Maestro Giuseppe Sinopoli (che a Messina, città del padre, aveva trascorso l’infanzia e l’adolescenza, frequentando il Seminario arcivescovile di Giostra), la prima opera a essere portata sulla scena, nel corso della stagione successiva, del rinnovato Teatro non poteva che essere proprio l’“Aida”: si trattò di un allestimento del Teatro Wielki di Lodz, con la regia stata di Roman Sikala, le scene di Henri Poulain, i costumi di Maria Horbaczewska; orchestra, coro e corpo di ballo del Teatro di Lodz; recite dal 7 al 15 gennaio 1986; maestro concertatore e direttore Tadeusz Kozlowski; nella compagnia di canto spiccavano Maria Chiara (che si alternava a Hanna Rumowska-Machnikowska), Fiorenza Cossotto (che si divideva le recite con Jolante Bibel), Nunzio Todisco (nell’ultima recita Zigmunt Zajac), Jean-Philippe Lafont (Jerzy Jadczak), Ivo Vinco (Romuald Tesarowicz) e Andrej Malinowski. Da allora, e sono trascorsi ben trentotto anni, non è stata più rappresentata nel maggiore Teatro cittadino.

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