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Compagnia messinese Carullo-Minasi, debutto nazionale per Umanità Nova

Tappe anche a Stromboli e Messina

Debutto nazionale per la compagnia messinese Carullo - Minasi con lo spettacolo “Umanità Nova - Cronaca di una mancata rivoluzione”, che andrà in scena mercoledì 31 maggio alle ore 20,30 al Capannone Autostazione di Castrovillari (Cosenza), nell’ambito della XXIII edizione di Primavera dei Teatri, festival organizzato da Scena Verticale, compagnia di Saverio La Ruina, Dario De Luca e Settimio Pisano.

Lo spettacolo (Produzione Carullo-Minasi e Sciara Progetti Teatro), che vede protagonista sulla scena Giuseppe Carullo, ha la regia di Cristiana Minasi e la drammaturgia di Fabio Pisano, è stato finalista al Premio Dante Cappelletti 2023. A conclusione di un percorso di ricerca, che in questi mesi ha dato luogo a tre studi sullo spettacolo, Umanità Nova - Cronaca di una mancata rivoluzione, dopo il debutto di Castrovillari, inizierà il tour nazionale.

Queste le date attualmente confermate: 25 giugno a Stromboli per la Festa di Teatro Ecologico; 2 settembre a Parma per Insolito Festival; 21 e 22 ottobre al Teatro dei Naviganti di Messina; 4 e 5 novembre 23 al Teatro Nest di Napoli.

I Moti di Reggio, i cinque anarchici morti sulla strada, sono la disturbante scheggia di un’Italia impazzita, l’eco di un “mito” andato a finire male. Una generazione, quella dei ventenni del ’68, che ha lottato e che ha perso, anzi peggio è stata strumentalizzata dal potere. Ha ragione lo scrittore Luis Sepulveda: “Narrare è resistere”. Resistere alla tentazione di dimenticarli, di dimenticare.

Lo spettacolo intende farsi portatore dell’importanza della Storia, della sua conoscenza e della sua corretta trasmissione per evitare che i fatti si ripetano senza che li si conosca.  Non a caso il titolo dello spettacolo richiama il nome del celebre settimanale anarchico.

La scrittura del testo attraversa diversi protagonisti della vicenda, su tutti, Angelo Casile, uno dei cinque anarchici, ma non solo lui. Ci sono tante voci con linguaggi diversi ma col comune senso di raccontare dal proprio punto di vista la vicenda, una vicenda che pur rappresentando la Storia con la s maiuscola, ha finito per diventare una storia con la s minuscola, una storia che si è cercato in tutti i modi di dimenticare ma soprattutto di far dimenticare. Compito della drammaturgia è stato proprio quello di ripristinare i fatti, di assemblarli seguendo l'ordine degli eventi, eventi che vanno da Reggio a Milano, perché quel periodo storico, quell'occasione mancata in fondo non conosceva nord e sud, non conosceva settentrione e meridione. Ma riconosceva soltanto un sentimento comune: quello della rivalsa e della vendetta.

"Il potere corrompe sia coloro che ne sono investiti sia coloro i quali devono soggiacervi, sotto la sua nefasta influenza gli uni si trasformano in despoti ambiziosi e avidi, in sfruttatori della società in favore della propria persona o casta, gli altri in schiavi" Bakunin.

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