Messina pronta ad emozionarsi con la PFM, Patrick Djivas: "Tanta voglia di tornare a suonare insieme"

Il bassista dello storico gruppo presenta lo show “TVB – The Very Best Tour” in programma il 3 ottobre all'Arena Villa Dante. In scaletta i brani più rappresentativi di una carriera lunga cinquant'anni

La grande musica d'autore è pronta a sbarcare a Messina. Il prossimo 3 ottobre l'Arena Villa Dante ospiterà la storica band della PFM nel suo live “TVB – The Very Best Tour”. Un titolo che dà un'idea perfetta dello show organizzato da Euphonya Management e che ha tutte le carte in regola per trasformarsi in evento. La Premiata Forneria Marconi non ha certo bisogno di presentazioni, la possibilità di ascoltare dal vivoi brani più rappresentativi di una carriera lunga quasi cinquant'anni vale sicuramente il prezzo del biglietto. Un viaggio tra i diversi stili di musica, dal rock al progressive, passando per il genere classico che hanno fatto grande la band, in Italia e nel mondo. 

Ad anticipare a Messina Today quello che accadrà sul palco è direttamente Patrick Djivas, storico bassista del gruppo con cui collabora dal lontano 1973. Sul palco suonerà insieme a Franz Di Cioccio (voce e batteria), Lucio Fabbri (violino e chitarra acustica), Marco Sfogli (chitarra elettrica), Alessandro Scaglione (tastiere), Alberto Bravin (voce, tastiere, chitarra), Eugenio Mori (batteria e percussioni).
 

Che concerto sarà?

"Abbiamo scelto una scaletta con i brani che meglio rappresentano i vari periodi attraversati dalla nostra musica. Copriamo tanti decenni, adeguando chiaramente gli arrangiamenti al giorno d'oggi. Siamo molto carichi e c'è tanta voglia di suonare e stare insieme".

Impressioni di settembre non può mancare...

"E' un brano che chiaramente verrà eseguito durante il live visto quanto si è rivelato importante. Si tratta di un pezzo nato come lato B di un 45 giri che conteneva già La carrozza di Hans. Non è solo una canzone, ma un'opera musicale che ha introdotto la novità di un inciso strumentale e non cantato come si è abituati a fare. Ricordo la sperimentazione che ha portato all'utilizzo del moog tra le mille perplessità degli esperti. Una scelta azzardata, ma necessaria visto che all'epoca non eravamo contenti delle melodie ottenute con organo, flauti e violini".

Finalmente si torna dal vivo dopo lo stop legato all'emergenza coronavirus. Come ci sente?

"E' importantissimo riprendere a fare musica, noi alla fine siamo animali da palcoscenico e stare mesi lontani dal palco non è bello. Sappiamo che ancora ci vorrà tempo per rientrare nella normalità, ma c'è voglia di suonare anche se può mancare la serenità, soprattutto nel pubblico che deve fare i conti con difficoltà oggettive. Ma l'emozione di un concerto supera tutto".

Qual è il rapporto con la Sicilia?

"Rispondo prima di tutto dal punto di vista personale. E' una terra che conosco bene, soprattutto Messina visto che ho la fortuna di essere amico del pittore Togo. Vengo spesso in città per le vacanze e ho sempre trascorso giorni meravigliosi. Per quanto riguarda la PFM, posso dire che la Sicilia è un punto di riferimento, abbiamo fatto tanti concerti qui e le avventure non sono mai mancate. Devo dire che abbiamo sempre trovato entusiasmo e un pubblico importante".

Punto cruciale della vostra carriera è stata la collaborazione con De Andrè. Cosa ricorda di quegli anni?

"Si è trattato indubbiamente di uno dei momenti più belli, ma ricordo che all'inizio c'era molto scetticismo su questa collaborazione. Tutti scommettevano che non saremmo andati oltre a qualche concerto, per la critica era difficile coniugare il nostro rock con la poesia di De Andrè. Ma ci siamo riusciti grazie al nostro background fatto di musica internazionale e di una commistione di vari generi. Tra noi e Fabrizio c'è stato massimo rispetto e fiducia, lui lavorava per cercare in modo maniacale la parola giusta, noi facevamo lo stesso con le note. Abbiamo creato una musica senza tempo, ancora oggi un ragazzo che ascolta quei pezzi trova tutte le risposte alle sue domande".

Cosa rappresenta per lei la PFM?

"Non è facile rispondere a questa domanda. Vedo questo gruppo come un'entità autonoma, come un'astronave sopra di noi che quasi ci mette in soggezione. Siamo tutti al suo servizio, ci impegniamo al massimo per fare musica a 360 gradi mettendoci in gioco. La qualità richiesta è alta e sarà così anche per il prossimo anno che ci vedrà tornare a lavoro per il nuovo disco".

In che direzione sta andando la musica?

"La musica oggi è tutto il contrario di tutto. Ora contano molto i mass media e si fa un prodotto mainstream con tutti i brani che si assomigliano. Ma contemporaneamente nel mondo ci sono musicisti straordinari che purtroppo rimangono relegati ad un pubblico di nicchia. Per fortuna però c'è Internet che dà l'occasione a tutti di farsi una propria cultura".

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