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Lunedì, 26 Settembre 2022
Concerti Patti / tindari

Musica, Samuele Bersani scaccia la pioggia ed emoziona Tindari

Al teatro greco il concerto del cantautore romagnolo. Un viaggio di due ore nella sua carriera trentennale. Emozioni, aneddoti e il sentito ricordo di Lucio Dalla

La musica è più forte di un temporale. Lo sa bene Samuele Bersani che ieri sera ha emozionato il pubblico di Tindari, scacciando perfino la pioggia che rischiava di rovinare i piani proprio nel momento clou del concerto. Poche gocce sul finire di En e Xanax, lo sguardo rivolto al cielo e poi la scelta di cantare ancora più forte, quasi ad esorcizzare la paura di dover finire in anticipo. E alla fine il cantautore romagnolo ci è riuscito, con la complicità dei tanti che hanno riempito le gradinate del teatro greco. "Tra tutti, questo è il posto più bello dove ho mai fatto un concerto" ha detto Bersani poco dopo essere salito sul palco con il classico basco in testa e gli occhiali da vista. L'inizio con Pixel, pezzo dell'ultimo album Cinema Samuele che ha dato il nome al tour, mentre dietro il palco la tempesta di fulmini non lasciava presagire nulla di buono.

"Vi ho cantato le canzoni più rassicuranti" ha detto Bersani dopo aver introdotto lo spettacolo con le ultime fatiche Il tiranno e Mezza bugia. Primi passi di un viaggio in musica lungo trent'anni, fatto di canzoni ma anche di aneddoti curiosi che spesso hanno riguardato artisti indimenticabili. "Oltre mio padre - ha raccontato Bersani - ho avuto un'altra figura di riferimento ed è stata Lucio Dalla. Il mio discografico, produttore e consigliere. Andai da lui a fargli ascoltare Psycho che avrei voluto portare a Sanremo, ma neanche Dalla riuscì a convincere Gianni Morandi che nel 2012 era il direttore artistico del Festival. Alla fine optai  per un altro pezzo - Un pallone ndr - pochi giorni dopo Dalla morì". Spazio anche alle tematiche sociali con lo Scrutatore non votante, canzone scritta nel 2006 che resta più attuale che mai se si parla di astensionismo. Non manca la critica ad un certo tipo di musica che spesso alimenta stereotipi e perfino violenza. Bersani contesta la trap e critica certi atteggiamenti presentando il brano L'intervista: "Io in questo mondo sono entrato in punta di piedi, oggi si ha la spocchia già dopo due canzoni, magari scritte con la collaborazione di diverse persone". 

I pezzi da novanta del suo repertorio accendono il pubblico dell'evento organizzato da Puntoeacapo. Ecco Replay, Spaccacuore, Il pescatore di asterischi e le più ritmate Coccodrilli, Freak e Chicco e Spillo. Ancora un omaggio a Dalla con l'interpretazione del pezzo Tu non mi basti mai: "Ho visto nascere questo pezzo e lo considero di una bellezza incredibile". Sul palco tanti applausi anche per la band formata da  da Tony Pujia e Silvio Masanotti alle chitarre, Alessandro Gwis al piano e alle tastiere, Stefano Cenci alle tastiere, Davide Beatino al basso, Marco Rovinelli alla batteria e dal polistrumentista Michele Ranieri

Il finale non può che toccare a Giudizi Universali che Bersani lascia cantare in parte al pubblico, scendendo poi in platea a ringraziare chi per tutta la serata si è lasciato coinvolgere dalle parole e dalle emozioni di uno degli artisti più completi del panorama italiano. 

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