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La studiosa al Museo Archeologico Regionale di Lipari con un vaso preistorico da Filicudi in primo piano. Alba ha anche collaborato alle indagini del villaggio preistorico di Filicudi nel 2009

La studiosa al Museo Archeologico Regionale di Lipari con un vaso preistorico da Filicudi in primo piano. Alba ha anche collaborato alle indagini del villaggio preistorico di Filicudi nel 2009

Archeologia, Alba Mazza come la Sirenetta: “Ecco i tesori in fondo al mare della Sicilia”

La straordinaria mostra a Parma curata dalla studiosa messinese che ha affiancato per anni il soprintendente Sebastiano Tusa. Le storie degli abissi tra reale e virtuale, dove il visitatore diventa protagonista con immersioni subacque in 3D

E’ l’archeologa messinese Alba Mazza la curatrice scientifica della straordinaria mostra inaugurata il 13 aprile all’Ape Parma Museo. Si tratta dell’esposizione sui Mari di Sicilia tra Reale e Virtuale dal titolo “[In]Accessibile storie degli abissi”, organizzata da Fondazione Monteparma, Regione Siciliana e Aquacorps, con il patrocinio di Regione Emilia Romagna, Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna, Comune di Parma, Università degli Studi di Parma, Icom e Ibc.

Alba Mazza, che si divide ormai tra Los Angeles e l'Italia, è tra gli organizzatori dell’esposizione che resterà aperta fino al 7 agosto e che sta registrando una grande affluenza di pubblico e un interesse internazionale.  

«Si tratta di una mostra innovativa, unica nel suo genere – spiega da Los Angeles l’archeologa che è stata a lungo il braccio operativo del compianto Sebastiano Tusa (insieme nella foto in basso) -  Sono esposti i reperti archeologici rinvenuti sui fondali dei mari di Sicilia. I rostri delle Egadi ed i reperti dai relitti di Panarea per esempio.  L'idea è quella di rendere accessibile al grande pubblico il patrimonio culturale sommerso, inaccessibile a molti sia per via di trovarsi sul fondo del mare, sia per le difficoltà che spesso incontrano i visitatori ad assimilare informazioni nelle mostre tradizionali». 

Alba Mazza nella sua qualità di curatore scientifico si è occupata di tutti i contenuti e di come comunicarli al pubblico. Ha ideato i percorsi tematici-espositivi e coadiuvato il curatore-allestitore Francesco Spaggiari su come esporre i reperti. Non da ultimo, come archeologa subacquea ha anche fatto parte attiva di molte delle scoperte con Sebastiano Tusa, ad esempio il relitto di Panarea III, il più profondo relitto al mondo (-114m) mai indagato da subacquei in immersione, e ha collaborato e collaboro con la GUE (Global Underwater Explorer) subacquei altofondalisti nelle indagini del sito sommerso della Battaglia delle Egadi.

Le immersioni virtuali per i visitatori

Di questa mostra l’aspetto più interessante è forse quello tecnologico.

«In effetti l’esposizione mette insieme tradizione ed innovazione – continua Alba Mazza - ed è la prima mostra al mondo in cui il pubblico può utilizzare dei visori 3D per la simulazione di immersioni subacquee su siti archeologici sommersi. Inoltre, abbiamo sviluppato un'applicazione per il telefonino scaricabile tramite QRcode con contenuti aggiuntivi, video delle scoperte e spiegazioni dei reperti esposti in italiano ed inglese. Per chi non volesse utilizzare il telefonino sono messi a disposizione anche dei tablet di ultima generazione, ed infine è presente la pannellistica. Il percorso museale così costruito consente di valorizzare al meglio i reperti in mostra, rappresentati da rostri navali, elmi, strumenti per riti devozionali collocati a bordo delle imbarcazioni, ceppi d’ancora con simboli e iscrizioni, anfore da trasporto, monete e lingotti di oricalco». 

Dentro la mostra è inoltre stata allestita una mostra fotografica con le immagini delle scoperte archeologiche. Previsti inoltre, come eventi collaterali alla mostra, una serie di incontri a tema sulla ricerca archeologica subacquea, sull’ambiente marino, sulle battaglie e sulle antiche rotte navali.

La mostra è stata inaugurata dal presidente di Fondazione Monteparma, Roberto Delsignore, il quale ha sottolineato che i reperti in mostra hanno di per sé un fascino straordinario, ma molto spesso le stratificazioni di storie che custodiscono, relative al loro originario utilizzo, ai secoli trascorsi nascosti nelle profondità marine e al loro avventuroso ritrovamento, non sono facilmente fruibili ai più. Da qui il titolo della mostra e la volontà di rendere accessibile l’inaccessibile attraverso questo innovativo percorso”. 

Guarda il video di presentazione


Aspetti sottolineati anche da Sergio Alessandro, dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali della Regione Siciliana, che, in un video-saluto, ha evidenziato l’unicità in Italia della Soprintendenza del Mare, istituzione creata per tutelare la straordinaria ricchezza, dal punto di vista archeologico, storico e ambientale, dei fondali circostanti l’isola. Non è mancato nelle sue parole un riferimento commosso all’assessore Sebastiano Tusa, scomparso lo scorso 10 marzo nel disastro aereo del Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines, lasciando un grande vuoto umano e professionale in tutti quelli che l’hanno conosciuto e hanno avuto la fortuna di lavorare con lui.
L’esposizione, dicevamo, si chiuderà il 7 agosto, ma sarebbe bello pensare che possa essere allestita anche in altre parti d’Italia, Sicilia compresa.Alba Mazza con Sebastiano Tusa-4-2

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