Mirabilie di Sicilia, nove tappe tra storia e mito che il mondo ci invidia

Il saggio di Giuseppe Ruggeri su una carrellata di “luoghi dell’anima” tutti da scoprire

“La Sicilia è la chiave di tutto” chiosa Wolfgang Goethe nel suo “Viaggio in Italia” entusiasta della sua lunga peregrinazione in terra di Trinacria, ove aveva visitato, tra l’altro, una spaurita Messina non ancora rialzatasi dal terribile sisma del 1783. A Messina, Goethe era stato ospitato nel barocco palazzo Brunaccini, in centro città, avendo modo di assaporare, malgrado la persistenza delle macerie, le bellezze naturali della porta di Sicilia.

Di queste bellezze e di tante altre che punteggiano l’isola, dal filosofo Pitagora battezzata “Divino Triangolo”, tratta il breve saggio di Giuseppe Ruggeri “Mirabilie di Sicilia” (Pungitopo Editore, 2020, 80 pp.). Giornalista, scrittore e saggista, l’autore studia da tempo l’identità siciliana nelle sue declinazioni in storia, arte e letteratura. E, ovviamente, mito. Che in Sicilia abbonda come le piante d’agave e i fichidindia che sbucano selvaggi dalle trincee di basalto a guardia del cuore segreto dell’isola.

mirabilie-2Un cuore che, nel corso dei millenni, ha partorito “mostri” descritti da Ruggeri con il piglio attento dell’osservatore di tutta quella complessa fenomenica per così dire “teratogenetica” sulla quale si sofferma, nella sua bella introduzione, l’antropologo Sergio Todesco. “La dimensione della follia” scrive Todesco “della mostruosità, del perturbante nella cultura siciliana non è stata ancora pienamente studiata. Eppure la nostra Isola, per la miriade di civiltà, di storie e di fabulazioni che l’hanno attraversata, appare luogo fantastico, mostruoso, mirabile per eccellenza (…) Monstrum era, per i nostri progenitori latini, un essere portentoso, prodigioso, da consegnare all’ammirazione continua. In quanto tale, mostruoso e – per ciò – mirabile”.

Una carrellata, insomma, di “luoghi dell’anima”,  i quali serbano forte in sé l’impronta identitaria di Sicilia, quella cifra irripetibile che li consegna alla storia senza che sia possibile confonderli con qualcos’altro. Cifra scritta con il codice della follia - la “corda pazza” di Ciampa, protagonista del pirandelliano “Berretto a sonagli”, che ha ispirato l’omonima raccolta di scritti di Leonardo Sciascia.

“I ‘mostri’ di Sicilia” spiega Ruggeri in premessa “rappresentano un fenomeno eccezionale, un prodigio, qualcosa che non trova posto tra le manifestazioni ricorrenti del reale. Espressioni di natura, d’arte e di leggenda ivi sparse in modo ubiquitario, segnano un percorso che contribuisce non poco ad accrescere il fascino che l’antica Trinacria continua a esercitare in quanti, per diletto o ventura, si ritrovano a visitarla”.

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Nove siti in tutto, che potrebbero costituire punti d’arrivo o partenza di altrettanti itinerari turistico-culturali da svolgere nel contesto di quel “turismo di prossimità” di cui si cominci a buon diritto a parlare e non solo per motivi di cautela sanitaria in era post-emergenziale ma anche di doverosa riscoperta del cuore della nostra terra. Che è cuore di sorprese. “Mirabilie di Sicilia” è tutto questo: poesia, storytelling, mito, arte.

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