Museo della moto a Castroreale, là dove “romba” la Barunissa

Viaggio del tempio degli amanti delle due ruote. In esposizione modelli e motori che vi stupiranno e che raccontano l'evoluzione del mezzo di trasporto più amato. Fra i pezzi più preziosi, quello dedicato alla tragica storia della nobile di Carini

Famoso in tutto il mondo (ci si è appositamente recato perfino un corrispondente del New York Times, di origine siciliana) il Piccolo Museo della Moto di Castroreale costituisce una curiosità ma anche un’eccellenza dell’antico centro aragonese. Poco più di duemila residenti fanno oggi del delizioso borgo tirrenico una realtà che meriterebbe di essere promossa dalle istituzioni turistiche locali e regionali  per la sua ricchezza monumentale e architettonica, appannaggio di una storia di tutto rispetto.

La superba Chiesa Matrice di età cinquecentesca che s’affaccia sulla grande piazza panoramica, il Museo Civico che ospita preziose opere di Antonello Gagini, l’elegante Palazzo Peculio sede del Comune e poi il fitto reticolato di vie e vicoli d’impronta tardomedievale fanno di Castroreale un’autentica perla del comprensorio tirrenico. E una delle “chicche” di questo incantevole borgo è proprio rappresentata da questo museo unico nel suo genere. Inaugurato il 14 giugno del 2017 a cura del Circolo Auto Moto d’Epoca “Alzavalvola” , vi si racconta la storia delle due ruote,  a partire dai bicicli dell’ultimo Ottocento fino a moto più moderne, attraverso l’arco di un secolo.

Un secolo di competizioni epocali (la Targa Florio, il Circuito dei due Mari tanto per citarne alcuni) che ha segnato l’evoluzione tecnologica dei mezzi a due ruote. Particolari e suggestivi, anche sotto il profilo estetico, i reperti esposti in un vecchio garage concesso in comodato dall’Amministrazione Comunale agli appassionati del Circolo, presieduto da Enrico Munafò, il quale, con dedizione e competenza, coordina le visite guidate al museo. Facendoci scoprire, tra l’altro, che una delle motociclette in mostra, battezzata “Barunissa” in quanto ispirata alla tragica vicenda della baronessa Laura di Carini, è considerata una delle moto più belle del mondo per la raffinatezza del design e la rara cura dei particolari come il sedile e i comandi realizzati in radica d’ulivo.

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Un museo infine dinamico, per l’avvincendarsi di reperti sempre diversi e soprattutto in costante funzione, perché di volta in volta messi in movimento in occasione di rievocazioni storiche sull’intero territorio nazionale. Insignito di numerosi riconoscimenti italiani e stranieri, il Piccolo Museo della Moto di Castroreale si conferma come un grande centro d’attrazione per esperti e cultori del settore ma anche per generici visitatori non insensibili all’eterno fascino delle due ruote. 

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