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“Una dose di Libri”, si combatte la violenza attraverso la cultura anche a Villafranca

Il progetto di Maria Andaloro sbarca nel comune messinese grazie alla collaborazione tra Consulta Giovanile e Centro Antiviolenza Una di noi Onlus. Tutti gli appuntamenti

“I  libri curano l’anima, un libro può salvare una vita”. Questo il filo conduttore del  progetto di book-sharing, promosso e organizzato dalla Consulta Giovanile di Villafranca Tirrena e dal Centro Antiviolenza Una di noi Onlus. Si tratta di "Una dose di Libri" che arriva a Villafranca Tirrena il 17, 19, 24 e 26 giugno, dalle ore 15 alle ore 18.  Progetto promosso da Maria Andaloro, ideatrice del progetto Posto Occupato. L’iniziativa  è già attiva a Rometta ed è stata accolta anche a  Messina grazie al  sostegno del garante per l’Infanzia. 

Un progetto unico nel suo genere che utilizza i libri come mezzo per combattere la violenza di genere grazie all’applicazione di un adesivo all'interno delle copertine dei libri con i  numeri nazionali 112 e 1522 e le applicazioni (gratuite) 1522, YouPol e Mytutela, necessari per sporgere denuncia immediata in caso di violenza, abusi o maltrattamenti domestici.

Come sottolinea l’ideatrice Maria Andaloro, questo fenomeno “si manifesta ben prima della violenza fisica. Per questo, per riconoscere qualcosa, bisogna conoscerla" e questo vale anche per la richiesta di sostegno dato che “per chiedere aiuto bisogna sapere a chi rivolgersi e come”.
 
“Ho donato circa 200 libri e fatto stampare un adesivo da inserire all’interno. Poi, grazie alla disponibilità di una farmacista di Rometta- spiega Maria Andaloro- sono stati approntati due espositori all’ingresso della farmacia, da cui tutti potranno attingere”. “Leggere è il modo più straordinario per non sentirsi soli- continua l'ideatrice del progetto- tutto ciò mi ha fatto pensare che, se i libri ti possono portare lontano, curare l’anima, forse, possono anche informarci che, a volte, una telefonata o una chat possono salvare una vita”.
 
La violenza di genere, è  soprattutto un problema culturale come evidenzia la Andaloro che fa un appello agli operatori culturali per dar vita ad una collaborazione più stretta con “gli editori affinché, in fase di stampa dei libri, possano prevedere una pagina e contribuire alla diffusione delle informazioni su questi numeri e le app. Sarebbe bello replicare il progetto in tutte le biblioteche pubbliche e private per una diffusione più capillare di questo messaggio, coinvolgendo tutti nella stessa battaglia di civiltà”.

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