Lunedì, 18 Ottobre 2021

Settimana liturgica, il priore Bianchi: “Senza carità per i poveri, i nostri e quelli immigrati, non c'è cristianesimo”

Il fondatore di Bose al Palacultura per la prolusione introduttiva invita alla “scelta coraggiosa” di portare sempre un messaggio di fede e speranza e carità

“Che significa essere cristiani in una società secolarizzata?”. E' il titolo della Prolusione introduttiva della 70° Settimana Liturgica Nazionale esposta da Enzo Bianchi, fondatore e già priore di Bose.

L'autore in questa video intervista sintetizza la sua più ampia riflessione esposta durante la Prolusione, indicando come, in una società che non può effettivamente dirsi cristiana, la testimonianza dei discepoli di Gesù coincide con la capacità coraggiosa di portare un messaggio di fede, speranza e carità, proprio a partire dall’esperienza della “carne” umana, della “carne” di ogni umanità: “Un cammino di umanizzazione vera, autentica, secondo Cristo – ha detto infatti Bianchi – è il cammino della santità e viceversa”.

“Nella mia prolusione - spiega Bianchi  - ci interroghiamo sul futuro del cristianesimo. E nel mio intervento le domande che mi faccio è quale fede dobbiamo saper professare, vivere e annunciare per essere fedeli a Cristo? Quale speranza possiano dare agli uomini in una società in cui non c'è speranza e non si ha fiducia nel domani e nella vita? E infine, quale carità in un momento in cui c'è un incattivimento della società, e c'è una contraddizione grande alla carità evangelica che ci chiede soprattutto verso i poveri in ogni forma - i poveri nostri italiani e quelli che arrivano sulle nostre terre, i poveri immigrati, o vittime della violenza degli uomini - noi ci dobbiamo interrogare su quale carità sappiamo dimostrare per dire che la nostra fede può dare senso alla vita”. 

La 70° Settimana Liturgica Nazionale, che ha avuto inizio oggi 26 agosto a Messina, con la celebrazione dei Vespri presieduta presso la chiesa di San Francesco d’Assisi in Messina da, vescovo di Castellaneta Claudio Maniago, conta più di cinquecento presenze al Palacultura. Altri fedeli e studiosi di liturgia hanno seguito la prima giornata dell’evento attraverso la diretta streaming.

La Settimana liturgica si configura, pertanto, fin dai suoi primi passi, come opportunità preziosa di ascolto, riflessione e confronto su alcuni dei punti nevralgici dell’essere Chiesa, il cui stile, pur essendo altro da quello del mondo, nel contempo non può non essere eloquente per il mondo. E la liturgia, lungi dall’essere ridotta a mera ritualità, è la più alta manifestazione dell’incontro tra Dio ed il suo popolo, che esige una traduzione nel concreto tessuto esistenziale dell’uomo e della storia.

Si riprende domani, martedì 27 agosto, con la celebrazioni delle Lodi presieduta da monsignor Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Siracusa e delegato Cesi per la liturgia.

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