Quattro strade, la lambretta storica di don Minico diventa monumento

Incassonato ed esposto il primo mezzo di locomozione del mitico paninaro dei colli Sanrizzo. Un cimelio che racconta un pezzo di storia della città

Il suo ultimo premio lo aveva ricevuto dalla sezione combattenti di Gesso. Ma nella sua vita, don Minico Mazza riconoscimenti e soddisfazioni ne ha avute tante. Premio Colapesce compreso.

Anche oggi che non c’è più ormai, dal marzo del 2015, resta il re dei Colli Sanrizzo dove ha inventato la prima paninoteca del mondo, ancora prima dei fratelli Dick e Mac McDonald.

Ora, l'inventore della Pagnotta alla disgraziata, in quello che rimane il suo regno incontrastato, ha un monumento: la lambretta storica che insieme alla coppola verde e al camiche bianco con le maniche arrotolate erano i suoi attrezzi da lavoro.

Domenico Mazza, “compagno” storico, uomo di poche parole, che se n’è andato a 94 anni, riesce ancora a far parlare di sé. Ma perché tanto interesse per un uomo così? Semplice e schivo? Forse perché Don Minicu era ed è rimasto un simbolo. Rappresenta ormai le “Quattro Strade”, un luogo di bellezza ancora incontaminata che sa di calde serate bagnate di vino buono e pane condito con formaggio, pepe, pomodorini sott’olio e salame che ne hanno fatto una formula premiata anche dal Ministero delle Risorse Alimentari.

Certo tutto questo grazie anche al figlio Paolo, uomo-marketing che ora insieme al suo di figlio, Domenico, continuano a fare di questo locale un elemento distintivo della messinesità nel mondo.

Chi sale, da oggi potrà trovare su un cassone di legno fatto ad hoc, la restaurata lambretta con la quale Don Minico faceva su e giù per trasportare pane o altre necessità per lo storico ritrovo. E’ stato il suo primo mezzo di locomozione perché prima di questa lambretta, percorreva a piedi quelle strade con la cesta sulle spalle. Il cassone è stato realizzato da un bravo restauratore di Castanea, Giacomo Arnao, coadiuvato dalla moglie.

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