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La magia di Montalbano Elicona nel libro di Pantano: “Un borgo che diventa metafora della qualità della vita da tutelare”

La presentazione nel Salone della Borsa della Camera di Commercio organizzata dall'Ordine degli architetti diventa spunto di dibattito sulla conservazione e valorizzazione dei tessuti urbani, dei tracciati viari e degli antichi manufatti quale testimonianza dell’identità dei luoghi

Percorrere le strade di uno dei borghi più belli d’Italia, vivere il senso della civitas, partecipare alla vita di una comunità, con i suoi riti, le sue feste, i suoi simboli, descrivere compiutamente le vicende urbane e urbanistiche dalla nascita, formazione e sviluppo fino alla situazione attuale di Montalbano Elicona, comune dell’entroterra sulla costa tirrenica, è la mission del libro “Un segno… un borgo Montalbano Elicona” per le edizioni Giambra, che l’autore Giovanni Pantano, architetto e docente di scuola superiore si è dato, alla sua terza prova letteraria.

Presentato nel Salone della Borsa della Camera di Commercio di Messina, l’evento è stato organizzato dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Messina, dalla Fondazione degli Architetti del Mediterraneo e dall’Inbar, con la partecipazione della Città Metropolitana di Messina, del Comune di Montalbano Elicona, della Confcommercio e Camera di Commercio, con una nutrita presenza di partecipanti.

Pantano ha ripercorso le vicende che lo hanno portato a scrivere il libro, dei suoi legami con Montalbano Elicona, paese natio, del possedere ancora oggi l’abitazione dei suoi avi, del ritornarvi in diversi periodi dell’anno, e della lettura di un libro appartenuto ad un suo antenato che aveva come oggetto proprio il comune montalbanese. Accanto a queste motivazioni autobiografiche, l’autore ha evidenziato che scrivere di Montalbano Elicona è per certi versi raccontare il segno dei tantissimi comuni sparsi per l’Italia, dei centri minori, dove pullula ancora quella qualità della vita, che va conservata e rivitalizzata, che le grandi città hanno smarrito, luoghi dell’alienazione dell’individuo perso ormai nella crescente globalizzazione della società.

Ricostruendo l’origine, la formazione e lo sviluppo del Comune di Montalbano l’autore ha evidenziato le varie testimonianze, risalenti dalla preistoria al periodo della cultura greca bizantina in Sicilia, rimarcando i debiti materiali ed ideali con l’epoca federiciana della quale sono numerose le testimonianze presenti a cominciare dall’imponente Castello, e finendo con gli innesti di opere ottocentesche e di quelle contemporanee nel tessuto urbano come il cinema Elicona dell’architetto Filippo Rovigo.

L’incontro moderato dal presidente dell’Ordine degli Architetti Pino Falzea, ha visto gli interventi del presidente dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura Anna Carulli, Stefano Milioti per la Fondazione Architetti, del sindaco di Montalbano Filippo Taranto che ha ripercorso le tappe che hanno portato il comune a essere eletto il Borgo dei Borghi d’Italia., della Soprintendente Mirella Vinci, della storica dell'arte Valentina Certo che ha messo in evidenza i legami costitutivi con la corte di Federico II di Svevia e delle testimonianze legate al periodo di questa dominazione e dell’architetto Giuseppe Fera che ha puntato invece l’attenzione su aspetti cruciali per la vita di questi centri minori. In particolare la necessità del loro reinserimento in un nuovo circuito economico che possa portare nuovi sbocchi lavorativi, nuove opportunità di occupazione per le giovani generazioni e contrastare quanto più possibile il crescente spopolamento di questi piccoli comuni, che porta inevitabilmente al loro declino e scavalcare con naturalezza, il futile dilemma di considerare questi centri solo delle realtà turistiche, certamente importanti, ma che creano solo effimere illusioni.

Nel corso dell’evento, i vari relatori hanno sottolineato l’importanza dei centri minori della provincia italiana, della ineludibile necessità di conservazione e valorizzazione dei tessuti urbani, dei tracciati viari antichi, dei manufatti edilizi, quale testimonianza dell’identità dei luoghi. Identità minacciata ogni giorno dalla crescente spinta verso l’immateriale che sembra essere diventata la cifra del nostro tempo.

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