Martedì, 16 Luglio 2024
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"Dietro l'uscio", vent'anni di storia messinese nel nuovo libro di Attilio Raimondi

Gli scritti sul settimanale Centonove dal 1998 al 2008 editi da Di Nicolò. Una spaccato sulla città e l’amore per un mestiere che ha conosciuto tempi migliori

E' disponibile on line e alle librerie Ciofalo Mondadori e Bonanzinga il libro di Attilio Raimondi, decano dell'Ordine nazionale dei giornalisti, consigliere nazionale del sindacato Figec, nonché garante del lettore dello storico settimanale Centonove. Si intitola “Dietro l’uscio. Scritti sul settimanale “Centonove“1998-2008” (Di Nicolò edizioni) e raccoglie gli editoriali scritti in vent'anni per il giornale che lo ha visto impegnato a raccontare i fatti più importanti in Sicilia e a Messina in particolare.

La presentazione

“C’è la città dei commissari che hanno preso le redini nel 2004 – si legge nella prefazione di Graziella Lombardo che di Centonove è stata direttore responsabile – il sindaco dietologo che non vuole lasciare la poltrona, l’altro invece ostile al Ponte e quello padrone dei traghetti. Ma c’è anche il ricordo della Fiera Campionaria dove Gaetano Martino ha gettato il seme dell’Europa unita, la chiusura dell’Arsenale e l’illusoria apertura della Pirelli. E ancora tanti teatranti della Prima Repubblica che quelli della seconda e terza sono riusciti perfino a farci rimpiangere. Dopo tanti anni dalla prima pubblicazione, Attilio Raimondi, fa il bis di “Dietro l’uscio”, la rubrica con cui aveva un appuntamento settimanale con i suoi lettori di Centonove, quelli per i quali ha ricoperto anche il ruolo di Garante. Solo che stavolta non c’è una selezione ma tutti gli articoli pubblicati che raccontano senza ossequio vent’anni di storia della città di Messina e dei suoi protagonisti. Un quadro completo che offre un affresco complessivo più esauriente di una indagine politologica e sociologica. Ma c’è di più in questa nuova e completa raccolta di “Dietro l’uscio”. C’è l’amore per un mestiere che ha conosciuto tempi migliori, lontano dalle pulsioni social che garantiscono audience e click, c’è la nostalgia per il settimanale Centonove che nell’aprile del ‘93 fece la sua prima apparizione nelle edicole di Messina con un codice genetico che ha rappresentato un unicum nel panorama dell’informazione: niente padroni. Ci sono i pomeriggi passati davanti a un computer a chiacchierare e studiare carte, a riempire posaceneri di mozziconi progettando il nuovo numero da mandare in stampa con le storie della  tangentopoli, del “caso Messina”, delle tante vite che si sono intrecciate dentro e fuori quella redazione che sembra ieri eppure è così lontana. Ora che non c’è più nulla, solo le rughe in più, una cosa non è cambiata, anzi due: la memoria e lo spirito giovane di Attilio Raimondi. A cui tanti lettori e tanti giornalisti vecchi e nuovi dovrebbero dire solo grazie”.

L'autore

Raimondi è nato a Teodo (Montenegro) il 10 giugno del ’43, laureato in Scienze Politiche, già dirigente della Provincia regionale di Messina, ha collaborato per anni con L’Ora di Palermo. E’ stato direttore della Rpt di Messina, tra le prime televisioni libere italiane e corrispondente per vari quotidiani nazionali. Vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e tesoriere dell’Ordine nazionale, è stato per diversi mandati sia consigliere di amministrazione che sindaco revisore dell’Istituto di previdenza dei giornalisti. E garante del lettore dello storico settimanale messinese Centonove dal 1994 al 2018.

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