rotate-mobile
Eventi

Poesia, Figli del vento di Giuseppe Ruggeri candidato al Premio Strega 2023

Il volume, già presente, su tutte le piattaforme digitali, si avvale della prefazione di Giuseppe Rando, già ordinario di letteratura italiana all’Università di Messina

La poesia, istintivamente connessa alla riflessione sulle cose ultime, è più di altri generi correlata all’espressione nativa della parola. Questo genere letterario si aggiunge oggi alla costellazione di riconoscimenti della Fondazione Strega, che già annoverava, oltre al premio tradizionale, lo Strega Giovani e lo Strega Europeo.  Candidata al “Premio Strega Poesia 2023” – quest’anno pertanto alla sua prima edizione – è la silloge poetica del messinese Giuseppe Ruggeri “Figli del Vento” (Genesi Editrice, Torino, 2022).

Ruggeri, giornalista narratore e saggista, si è sempre interessato di poesia anche se eminentemente dal punto di vista critico, ed è componente di numerose giurie di merito in campo locale e nazionale.

“Il titolo del poema di Giuseppe Ruggeri – recita la quarta di copertina di “Figli del vento” a cura dell’Editore Sandro Gros-Pietro - suscita nella mente del lettore l’eco di richiamo ai “Poemetti” di Giovanni Pascoli, precisamente alla poesia Il libro, il cui celeberrimo incipit suona Sopra il leggio di quercia è nell’altana, / aperto, il libro. E il vento ne sfoglia le pagine, dalla prima all’ultima e di converso dall’ultima alla prima, incessantemente. Potenza e inanità della scrittura sono messe a confronto con l’azione sospesa tra casualità e causalità svolta dalla natura, dallo pneuma divino che soffia sopra la storia di gloria e di follia che l’uomo compie nella brevissima frazione di tempo in cui gli è dato di esistere e di acquisire consapevolezza della durabilità indeterminata dell’essenza, a cui anch’egli appartiene, ma che lo sovrasta in modo incomparabilmente superiore”.

Il volume, già presente, su tutte le piattaforme digitali, si avvale della prefazione del Prof. Giuseppe Rando, già ordinario di letteratura italiana all’Università di Messina, che così la descrive: “La vasta raccolta si presenta, senza ombre di sorta, come un’opera perfettamente circolare, in cui le posizioni iniziali e quelle conclusive restano convergenti sul piano etico-cognitivo: una collana di perle omogenee ma cangianti, coordinate secondo il principio, già medioevale-dantesco, dell’armonia ternaria: diciotto sezioni, ognuna delle quali si apre con una lirica introduttiva in corsivo, cui segue un poema o poemetto costituito da nove (ancora un multiplo di tre) sezioni, per complessivi centoottanta componimenti (di cui diciotto introduttivi). Si direbbe, invero, che il poeta, perfettamente consapevole della fragilità sua e della condizione umana, avverta il bisogno di certezze, di stabilità, anche di forme stabili e stabilizzanti: persino di quelle offerte dalla numerologia trinitaria del sacro”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Poesia, Figli del vento di Giuseppe Ruggeri candidato al Premio Strega 2023

MessinaToday è in caricamento