“Ogni ricordo un fiore”, Danzarte al teatro Vittorio Emanuele | VIDEO

Lo spettacolo liberamente tratto dal romanzo d'esordio di Luigi Lo Cascio. Un omaggio alla Sicilia di ieri e di oggi

Sono le nostre radici quelle dell’albero che pende sulla testa dei ballerini, è la vita stessa quell’altalena che dondola lenta sul palcoscenico del teatro Vittorio Emanuele, a volte attorcigliando un po’ la corda, così come si attorcigliano i ricordi. 

Il viaggiare lento dell’Intercity che da Palermo conduce a Roma, è un viaggio d’altri tempi, interrotto dalle fermate alle stazioni, con passeggeri che salgono e scendono, discutono, bisticciano, si addormentano...

Parla al cuore lo spettacolo di Danzarte  “Ogni ricordo un fiore”, liberamente tratto dall’opera prima del celebre e premiato attore e regista siciliano Luigi Cascio, andato in scena al teatro Vittorio Emanuele. Ieri il debutto e oggi pomeriggio alle 18 la replica con i ballerini piccoli e grandi di Giovanna Tedesco che come sempre stupisce con i suoi spettacoli di fine anno. Sedici balletti, con le coreografie di Giovanna Tedesco, Gaia Gemelli, Martina Basile e Pucci Romeo,  che raccontano da quando “Decisi che avrei provato a fare un viaggio” a quando “Ognuno si stringeva la mano” brandelli di vita che parlano tanto della Sicilia, di integrazione, di ingiustizie e paure di un’isola che però tappa dopo tappa si riconcilia – così come il viaggiatore - con la vita stessa. 

Un racconto in parole ma soprattutto in “Danzarte” con la magia dei suoi corpi in movimento per quasi due ore tra danze classiche, contemporanee, jazz ed hip hop. 

La musica a fare da colonna sonora e la voce narrante di Monia Alfieri. Una magia che si ripete stasera con le scenografie di Cinzia Muscolino, costumi realizzati da Theama for service e ideazione di Angelo Spampinato, audio e luci che disegnano con un forte impatto di Stefano Barbagallo.

E fate attenzione. Perché qui non c’è un saggio. C’è altro. C’è il lavoro duro, l’arte della danza, la creazione di uno spettacolo di fine anno che rimanda a qualcosa di più alto, più complesso da comprendere, che ripaga genitori dai cuori colmi di apprensione, perché hanno visto i loro cuccioli massaggiare muscoli indolenziti, soffrire e far parte di quell'ingranaggio che muove la macchina vitale di Danzarte. 

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