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Tindari Festival, l'Aiace di Sofocle moderna più che mai senza forzature

La direzione garbata e puntuale di Giovanni Rizzuti, ha regalato ai numerosi spettatori una versione classica, priva di contaminazioni. David Coco guerriero straordinario

 

“Il teatro dei due mari” nell’ambito della rassegna “Tindari Festival”, ha ospitato ieri sera, l’Aiace di Sofocle. La direzione garbata e puntuale di Giovanni Rizzuti, ha regalato ai numerosi spettatori, una versione classica, testo e costumi, priva di contaminazioni e forzature, la rappresentazione quindi è apparsa moderna grazie al genio di Sofocle, come dovrebbe accadere sempre.

David Coco, chiuso nella tenda dopo la strage di armenti provocata dalla follia indotta da Atena, ha incarnato bene la furia di Aiace che riporta alla memoria quella di Achille dopo il ratto di Briseide. Il guerriero riacquistata la lucidità,  vergognandosi profondamente, è dilaniato dall’impossibilità di condurre una vita eroica a causa della fragilità umana e dei tempi che mutano.

Decide quindi di restare fedele ai valori epici che appaiono fuori moda, disconosce un mondo che cambia e si uccide. Attori capaci tra i migliori del palcoscenico siciliano, David Coco (Aiace), Manuela Ventura (Tecmessa), Bruno Torrisi (Ulisse), Chiara Seminara (Atena), Franco Sciacca (Agamennone), Stefano Onofri (Messaggero), Alessandro Romano (Teucro), Salvo Disca (Menelao). Coro: Luca Iacono, Adriano Di Bella, Adriano Monteforte. Spettacolo senza orpelli, perfetto. Oggi e domani, replica da non perdere, al parco archeologico di Segesta.

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