Scempio alle Eolie tra plastica e pesca illegale, Sos della biologa Blasi: “Presto la riserva, questo mare sta morendo”

La presidente dell’associazione Filicudi Wilflife Conservation lancia l'appello per l'istituzione dell'area marina protetta e racconta cosa sta accadendo. “Ipocrita postare foto di Filicudi, di quanto è bella e quanto la amiamo, se poi chiudiamo gli occhi davanti allo scempio”

Monica Blasi

 “Mi auguro solo che il 2020 sia anche l'anno in cui si sbloccherà l'iter di istituzione dell'area marina protetta delle isole Eolie! Ho dato la mia vita per questo mare e non posso più sopportare quello che l'uomo gli sta facendo...”.

E’ l’appello di Monica Blasi, presidente dell’associazione Filicudi Wilflife Conservation, una vita spesa per il mare delle Isole Eolie ma soprattutto per la “sua Filicudi” e che quest’anno ha chiuso una stagione davvero impegnativa anche per l’eccezionale nidificazione di caretta caretta nell’arcipelago.

L’invito di Monica Blasi, a creare un’area marina protetta (Amp) nell’arcipelago delle Eolie, un’area di elevato interesse biologico che si estende per oltre 1.100 km2, all’incirca le dimensioni di Roma - città di origine della Blasi - nella quale sono state documentato oltre 900 specie marine. Un nuovo rapporto dell’Organizzazione internazionale per la conservazione dell’ambiente marino mette in luce che i versanti vulcanici sottomarini e le acque profonde delle Isole Eolie ospitano una vita estremamente ricca, che inlcude 16 specie in pericolo di estinzione.

La presidente dell’associazione Filicudi Wilflife Conservation gestisce il primo soccorso per le tartarughe marine di Filicudi e svolge attività di educazione ambientale anche per i più piccoli. 

A Filicudi ha imparato a nuotare nel 1975, all'età di 2 anni, direttamente con la maschera e le pinne, davanti alla spiaggia di Pecorini Mare, con suo padre e suo nonno.

“Ero solita giocare con le aragoste prendendole per le antenne e poi rimettendole giù – racconta - raccoglievo conchiglie di tutte le forme e colori, soprattutto cipree, giocavo con le granseole e altri granchi locali, vedevo passare enormi ricciole, cernie, occhiate, razze e mante, e anche verdesche e altri squaletti. Non di rado in acqua i delfini ci seguivano, anche con la canoa, tutti i giorni dall'alba al tramonto intorno all'isola. Ricordo una volta addirittura suonando i tamburi sulla spiaggia con gli amici dell'università (anni ‘90) i delfini si sono messi a saltare a pochi metri dalla costa, una esperienza unica. Ricordo mia madre che mi gridava da casa "guarda passano i tonni!" oppure "guarda passano le balene!", facendomi affacciare dal terrazzo di casa a Stimpagnato. Le stenelle erano sempre presenti a poppa della nave. Mio padre aveva un piccolo pezzo di rete con dei pescatori del luogo e ogni mattina raccoglieva senza nessuna tecnica e esperienza, chili e chili di pesce tra polpi, scorfani e triglie (oramai scomparse del tutto)”.

Il progetto ambientale a Filicudi comincia nel 2004. “La situazione era critica – spiega - ma nei primi anni sono riuscita ad avvistare diverse balenottera comuni, lo zifio, globicefali che poi sono spariti del tutto nel 2007. Nei primi anni ho potuto raccogliere tanti dati comportamentali sul tursiope per il mio progetto mentre ora l'unico modo per studiarli è calare l'idrofono o con il drone perché come ti avvicini con la barca scappano e poi sono sempre i soliti pochi vecchietti residui che cercano di sopravvivere... Cari amici amanti di queste isole io non credo che questo interessi solo a me e pochi altri folli sognatori cresciuti qui come me, ma che sia importante per tutti noi che viviamo e godiamo di queste isole anche solo per pochi mesi. Credo che non possiamo più fare a meno di negare l'evidenza. Credo che sia molto ipocrita continuare a postare foto di Filicudi, di quanto è bella e quanto la amiamo se poi chiudiamo gli occhi davanti allo scempio che tutti i giorni viene fatto in mare tra plastica, immondizia e pesca illegale”.

Nel  2016, il governo ha annunciato il proprio impegno a designare un’area marina protetta nell’arcipelago eolico ‒ impegno che, tuttavia, non si è ancora tradotto nell’applicazione di misure di prevenzione.

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