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Lunedì, 16 Maggio 2022
Politica

Amministrative, centrosinistra “appeso” al sì della Zafarana

Nel centrodestra iniziano a salire le quotazioni di Nino Germanà che qualche alleato potrebbe decidere di appoggiare ma la sua è una candidatura che dipenderà dallo scacchiere regionale

L’intento comune, da entrambi i lati, è quello dell’unitarietà. Un candidato, unico, per schieramento, che non divida e che aggreghi anime diverse con un obiettivo: arrivare al ballottaggio. Sia nel Centrodestra che nel Centrosinistra c’è la consapevolezza che per cercare di recuperare il tempo perduto ed arginare la campagna deluchiana occorre farsi trovare compatti. 

Ormai sono questi i giorni delle decisioni, c’è poco da temporeggiare. 

Prova ad andare compatto il Centrosinistra che ha allargato il ventaglio delle ipotesi su diversi nomi negli ultimi giorni, incassando però il no alla candidatura a sindaco di Gaetano Giunta che preferisce non impegnarsi così. Il nome forte, quello sul quale c’è una forte convergenza e condivisione, è quello di Valentina Zafarana. Tutto dipende da lei e la parlamentare 5stelle ha preso qualche giorno di tempo per dare una risposta definitiva. 

Ha chiesto, ed ottenuto, il sostegno e l’appoggio di tutti i partiti (Pd in primis) e movimenti che compongono la coalizione, tutti consapevoli che il suo profilo è quello che può tentare di arrivare davvero al ballottaggio e poi, eventualmente, trovare sponda anche nell’elettorato che rimarrà fuori dal secondo turno. 

Il Centrodestra, invece, ormai viaggia quasi compatto sul nome di Maurizio Croce pur nella consapevolezza di come la campagna elettorale su un nome conosciuto sì ma non a tutti possa essere giudicata più in salita. C’è poi da capire l’autoproposta di Nino Germanà che con un comunicato stampa si è detto a disposizione della coalizione, magari già sapendo di avere dalla sua parte qualche altro alleato che ancora non si è espresso pubblicamente. L’idea dello schieramento, oggi, rimane quella di puntare su Maurizio Croce ma non sono esclusi colpi di scena proprio in coda se il ragionamento dovesse essere allargato a livello regionale. Ma questa è una decisione che viaggia sull’asse Miccichè-Meloni-Salvini. 

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