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Missione palermitana per De Luca: “Mi ricandido a Messina”. Intanto studia lo stop alle elezioni delle città metropolitane

Il sindaco conferma le sue dimissioni a febbraio per riproporsi anche alle amministrative: “Sarò capolista e sosterrò il candidato che sceglieremo all’interno della nostra compagine”. I messaggi al governatore Musumeci. “Vuole commissariare la città e lasciarla con un tirapiedi per oltre un anno”

Missione palermitana per il sindaco di Messina Cateno De Luca. In agenda lo stop alle elezioni per il consiglio delle città metropolitane e dei liberi consorzi ma anche una serie di incontri in vista della sua candidatura alla Regione. De Luca ha annunciato in diretta facebook il piano B per “proteggere” la città da un possibile commissariamento che sarebbe stato studiato a tavolino dal governatore Nello Musumeci per creare ostacoli ai suoi progetti elettorali.

VIDEO | “Non sarà una campagna elettorale ma una guerra atomica”

Intanto sta definendo l’iter delle sue dimissioni. “Abbiamo già iniziato l’attività di ricognizione – spiega - perché consegnerò alla città una relazione, un vademecum di fine mandato, dove sono elencati gli obiettivi raggiunti, quello che è stato fatto e quello che si farà grazie ai risultati che abbiamo ottenuto. Alle Partecipate ho già dato indicazioni affinché entro il 10 gennaio questa relazione venga completata e redatta con un volume conclusivo da consegnare alla città la prima settimana di febbraio”.

A febbraio De Luca non sarà più sindaco ma si ricandiderà per le amministrative: “I muri di Palazzo d’Orleans mi riferiscono non solo che Musumeci segue tutte le nostre dirette con account falso ma anche il suo maldestro tentativo di commissariare la città in vista delle mie dimissioni e lasciarla con un tirapiedi per oltre un anno”.

Da qui la decisione di scendere in campo prima come vicesindaco di Messina e poi alla Regione. “Intanto mi candido anche per le elezioni a Messina – ha spiegato – sarò capolista e sosterrò il candidato sindaco che sceglieremo all’interno della nostra compagine”.

Il futuro sindaco di Messina sarà individuato nell’ambito dell’attuale giunta comunale. “E' una giunta che ha lavorato bene e per quanto mi riguarda ho solo l’imbarazzo della scelta nell’individuare l’uomo o la donna che potrà portare avanti il programma che abbiamo portato avanti, il metodo De Luca, anche meglio di me”.

Intanto De Luca è pronto a far saltare le elezioni per il consiglio delle città metropolitane e dei liberi consorzi per la terza volta. “Occorre sventare questa scellerata decisione del governatore Nello Musumeci”, spiega.

Il mese scorso, dal palco delle Ciminiere a Catania, dove si è svolta la convention del movimento, Diventerà Bellissima, il presidente della Regione aveva tuonato contro "il governo a guida comunista (di Rosario Crocetta, n.d.r.) che nel 2015 ha detto che le province erano un peso e le ha decapitate". Una riforma che doveva precedere quella nazionale nella stessa direzione, dell'allora ministro Graziano Delrio, ma che si impantanò in un caos burocratico. Dopo anni di commissariamento - l'ultimo a settembre – sono state indette le elezioni. Nelle intenzioni del governatore il 22 gennaio 2022 si tornerà alle urne per eleggere i Consigli metropolitani a Palermo, Catania e Messina; e i presidenti e i Consigli dei Liberi consorzi comunali ad Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani. A votare non saranno i cittadini: si tratta infatti di consultazioni di secondo livello e il corpo elettorale è rappresentato dai sindaci e dai consiglieri comunali in carica.

“Elezioni inutili – ha detto De Luca - perchè la legge prevede che quando si rinnova consiglio comunale e ovviamente il sindaco nelle città metropolitane bisogna entro 90 giorni rivotare. A Palermo si voterà a maggio, a Messina anche. Perchè dunque fare le elezioni a gennaio? – si chiede De Luca - Spendere soldi, organizzare presentazione di liste e quant’altro quando a luglio bisognerebbe rivotare un’altra volta. Siccome Musumeci e la sua banda bassotti non hanno fatto nulla in questi anni, almeno vogliono tentare di dire che hanno fatto una cosa importante: l’elezione del consiglio della città metropolitana. Pensate che atto importantissimo. Non pensa alla munnizza che dobbiamo portare all’estero, perché tanto pagate voi, ma almeno si appunta al petto che ha fatto qualcosa”.

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