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Variazioni al bilancio regionale, De Luca presenta mille emendamenti: "Non approveremo documenti falsi"

Il deputato messinese si è scagliato contro il presidente della Regione Schifani chiedendo che venga fatta una distinzione fra i provvedimenti improrogabili e quelli che invece possono essere discussi senza fretta. "Preparatevi a rimanere in aula durante l'Epifania se sarà necessario", ha detto ai colleghi

Approda nell'aula consiliare di Palazzo dei Normanni la discussone sulla variazione di bilancio urgente e si accendono immediatamente le polemiche. A presentare dubbi in merito alla "regolarità" dei conti di Palermo sono i deputati all'Ars Danilo Lo Giudice e Cateno De Luca. L'ex sindaco di Messina, nel corso della seduta, ha presentato mille emendamenti per chiedere al presidente Schifani di trattare soltanto i punti urgenti. 

Entrando nel merito del ddl variazioni di bilancio all'esame delle commissioni parlamentari Cateno De Luca è stato chiaro: "La variazione di bilancio è stata qualificata dal Governo come atto urgente al punto tale da richiedere al presidente del Parlamento di comprimere i tempi ordinari della trattazione in commissione e in aula e la consequenziale presentazione degli emendamenti. Abbiamo individuato anche in questa circostanza, prosegue De Luca, tante marchette politiche che confermano l’atavico vizio di strumentalizzare le urgenze per finanziare spese clientelari e non indifferibili ed urgenti in questo contesto", ha detto. 

La provocazione di De Luca è stata poi rivolta ai colleghi parlamentari, invitati a organizzarsi per trascorrere la festività dell’immacolata in Parlamento. Poi il riferimento all'udienza di sabato in Corte dei conti per la parifica del rendiconto 2020. "Ancora non sappiamo - ha affermato De Luca - se salterà il banco quando la Corte dei Conti metterà in luce il gioco delle tre carte che l’assessore Armao ha sempre praticato per mascherare la falsità dei bilanci della Regione siciliana".

"I bilanci della Regione sono falsi perché approvati in violazione degli articoli 13, 14 e 15 della legge 11 del 2010 da me voluta dopo una guerra con l’intero Parlamento siciliano combattuta con oltre 5 mila emendamenti - ha proseguito - Come lei ben saprà il patto tra lo Stato e la Regione siciliana in merito all’ampliamento degli anni per il rientro del deficit è stato violato unilateralmente su proposta dell’assessore Armao che ha fatto votare al parlamento siciliano dei bilanci falsi anche in relazione all’assenza del formale consenso da parte dello Stato".

"Avrà collaborazione da parte nostra, ma – ha affermato De Luca - avrà una reazione violenta su ogni proposta che è irricevibile prima di tutto sotto il profilo etico oltre che sotto il profilo giuridico contabile. La mafia prolifera maggiorante dove la parte pubblica rappresentata dalla politica non sa fare o non intende svolgere il proprio mestiere. Tutti gli studi sociologici mettono in evidenza che la tendenza a delinquere è superiore dove c'è marginalità sociale ed assenza di buona amministrazione. Se vuole la nostra collaborazione - ha concluso De Luca - l'avrà, ma faccia mettere ai suoi assessori da parte i vizi e le abitudini che hanno messo in ginocchio la nostra terra. Se non lo farà avrà da parte nostra un muro sempre più invalicabile che nulla ha a che vedere ovviamente con i profili personali". 

Cateno De Luca al termine del suo intervento ha anche simbolicamente consegnato quattro doni al Presidente Schifani: un piccolo sacchetto di rifiuti per accendere i riflettori sulla problematica che attanaglia la Sicilia portando l’esempio di come la città di Messina sia riuscita a raggiungere il 60% di differenziata attuando le politiche giuste, l’opuscolo realizzato dal Governo Musumeci e inviato ai sindaci dei comuni siciliani che racchiude le promesse dei 4 anni trascorsi, il testo “La Sicilia ai siciliani. Un'analisi critica sul testo cardine dell'indipendentismo siciliano” di Antonio Canepa, manifesto ideale dell'indipendentismo siciliano e il testo di Cateno De Luca “Origini e prospettive dell'autonomia siciliana. Breve testimonianza del saccheggio della Casta". 

In merito all'intervento di Cateno De Luca si è espresso anche il deputato Danilo Lo Giudice. "Ciò che sappiamo oggi - ha affermato Lo Giudice - è che di quelle famose “carte in regola” lasciate da Musumeci non vi è traccia. Oggi l’aula rischia di trovarsi ancora una volta a dover affrontare la discussione su un bilancio falso. Il libro bianco degli sprechi della Regione Siciliana redatto proprio da De Luca nel 2009 è ancora attuale e racchiude tutte quelle situazioni ataviche che quest’aula e la politica che ha abitato questo Palazzo non hanno mai voluto affrontare. Noi siamo pronti, così come ha affermato Cateno De Luca, a collaborare ma non scenderemo a patti, non accetteremo condizioni e non consentiremo a questo Parlamento di essere lo scendiletto del Governo. Ci siamo tenuti volutamente le mani libere nella composizione dell’ufficio di Presidenza, conclude Lo Giudice, perché l’operazione verità sui conti della Regione siciliana deve proprio iniziare dalla cosiddetta “casa di Gesù” ovvero il Parlamento siciliano definito “casa di Gesù perché quando ci entri non ci vuoi uscire più". 

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