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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Politica

Ars, via libera in prima commissione al disegno di legge sulla riforma delle ex Province

Prevista la reintroduzione dell'elezione diretta. In base alla norma approvata si dovrebbe andare al voto fra il 15 aprile e il 30 giugno 2024. Il testo dovrà ora passare all'esame della commissione Bilancio e poi dell'Aula. Schifani: "Obiettivo del programma di governo". Savarino e Intravaia (Fdi): "Così restituiremo la parola ai cittadini"

Via libera in prima commissione dell'Ars al disegno di legge sulla reintroduzione del voto diretto nelle ex Province. L'iter prevede ora l'esame della commissione Bilancio e poi dell'Aula ed è connesso al provvedimento con cui il governo nazionale cancellerà la riforma Delrio.

"Col voto diretto - dicono i deputati Giusi Savarino e Marco Intravaia (Fratelli d'Italia) - viene restituito ai cittadini la parola che era stata loro negata dalla nefasta abolizione delle Province voluta dal governo Crocetta all'insegna della demagogia e che ha comportato pure gravi ricadute sui servizi. In base alla norma approvata in prima commissione si dovrebbe andare al voto nella sessione ordinaria primaverile, dal 15 aprile al 30 giugno. Inoltre sono previsti collegi da 60 a 120 mila abitanti, in modo da garantire una notevole rappresentanza territoriale. In Aula riproporremo la figura del consigliere supplente. Monitoreremo l'applicazione del decreto assessoriale che disporrà maggiori competenze in tema di acque e rifiuti".

Per il presidente della Regione, Renato Schifani, si tratta di "un altro importante appuntamento rispettato dalla maggioranza. La riforma delle Province, con la reintroduzione dell’elezione diretta, rappresenta un obiettivo del programma di governo. Un nuovo modello istituzionale essenziale per la migliore gestione del territorio. Sono certo che alla ripresa dei lavori, anche l’Aula, nel rispetto delle regole parlamentari e della dialettica politica, approverà la riforma attesa da anni".

"Abbiamo dovuto sopperire all’incapacità del governo di attuare la legge sui Liberi Consorzi procedendo alle elezioni di secondo livello ed al trasferimento delle competenze. A questo punto il ritorno alle Province ed all’elezione diretta è l’unica strada percorribile, certamente meglio del caos in cui la maggioranza Musumeci ci ha fatto precipitare". Così il capogruppo del Pd all’Ars Michele Catanzaro commenta il voto della prima commissione Affari Istituzionale che ha concluso oggi il primo iter del disegno di legge sul ritorno alle Province.

“In un momento di totale crisi economica e sociale per la Sicilia, i partiti che sostengono Schifani esultano per l’approvazione all’ARS del disegno di legge che resuscita le province. In Commissione Affari Istituzionali però da un lato esultano per la reintroduzione della politica negli enti intermedi, ma dall’altro si lanciano gli stracci perché non sono d’accordo praticamente su nulla, comprese le funzioni e le competenze stesse degli ex enti di area vasta”.

A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, Martina Ardizzone e Angelo Cambiano, componenti della prima commissione all’Ars, a proposito dell’approvazione del disegno di legge sulla reintroduzione delle Province. "La maggioranza - sottolineano Ardizzone e Cambiano - risulta spaccata su tutti i fronti meno che uno, ovvero assicurare organi elettivi, ma poi non hanno accordo su nulla, a partire dalle dimensioni dei collegi, passando per la percentuale di sbarramento, alla data stessa delle elezioni. Ovviamente però si tratta di aria fritta considerando che l’argomento non è una priorità del governo Meloni, che nel frattempo continua a cincischiare. Non si parla di risorse necessarie, anche questo dettaglio non da poco, considerando anche i rilievi della Corte dei Conti. Non hanno idea delle competenze, né dei servizi che gli enti intermedi devono garantire ai cittadini, mentre sarebbe logico parlare prima di costo e di competenze, anche nuove, per rendere pienamente utili questi enti".

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