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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Politica

Delegati per il voto al Quirinale, Musumeci è solo terzo: "Azzero la Giunta"

Il primo dei tre eletti è Miccichè, seguito da Di Paola (M5S) e dal governatore. Che in un video su Facebook si scaglia contro i 15 franchi tiratori del centrodestra che all'Ars non lo hanno sostenuto: "Disertori e scappati di casa". Opposizioni all'attacco: "Vera e propria sfiducia, se ne vada"

All'Assemblea regionale siciliana la votazione dei tre delegati che andranno a Roma per l'elezione del Capo dello Stato si trasforma in una sfiducia a Musumeci, che ottiene solo 29 preferenze contro le 44 del presidente Gianfranco Micciché e le 32 di Nuccio Di Paola. 

L'esito della votazione non è andato giù al governatore che, uscito dall'Aula avrebbe mimanto con la mano il gesto di andare via (interpretato come un sengale di dimissioni), e in serata invece ha annunciato l'azzeramento della Giunta. A conti fatti sarebbero stati 15 i franchi tiratori nel centrodestra che non lo hanno votato. Contro di loro, in un video pubblicato su Facebook, Musumeci ha usato parole durissime: il governatore ha parlato di richieste irricevibili e li ha definiti "disertori" e "scappati di casa". 

"Azzero la Giunta - ha aggiunto il presidente della Regione - faremo un esecutivo che dovrà portarci all’ultimo giorno. Parlerò con i rappresentanti dei partiti, chiederò di darmi una rosa di assessori, alcuni saranno confermati. Qualcuno ha scritto Musumeci si dimette e molla: ci vogliono ben altri ostacoli, non saranno alcuni atti di viltà politica a condizionare le mie scelte. Musumeci non lascia, raddoppia, rilancia, perché Musumeci sa di avere dalla sua parte la stragrande maggioranza del popolo siciliano al di là dei partiti".

"Non posso non prendere atto dell’esito del voto espresso dall’Aula e del suo significato politico - ha dichiarato Musumeci subito dopo in una nota -. Se qualche deputato - vile e pavido - si fosse illuso, con la complicità del voto segreto, di aver fatto un dispetto alla mia persona, si dovrà ricredere. Perché il voto di questo pomeriggio - per la gravità del contesto generale - costituisce solo una offesa alle istituzioni regionali, a prescindere da chi le rappresenta. Nella consapevolezza di avere ottenuto la fiducia del popolo siciliano, adotterò le decisioni che riterrò più giuste e le renderò note entro le prossime 24 ore".

Tra le fila dell'opposizione quasi tutto il gruppo del M5S ha espresso la preferenza secca per il capogruppo Nuccio Di Paola; mentre i deputati del Pd e Claudio Fava hanno votato un esponente dem o lo stesso Fava assieme al nome di Di Paola. Le schede in cui sono indicati Miccichè e Di Paola, assieme a quelle con la preferenza secca sul presidente dell'Ars, sembrano da addebitare interamente ai franchi tiratori della maggioranza.

Per Claudio Fava "a prescindere dalle decisioni che il presidente prenderà nelle prossime ore", il voto di stasera certifica che "Musumeci non ha più alcuna maggioranza: ne preda atto, quantomeno per salvaguardare la dignità della funzione che rappresenta. Nei prossimi mesi, per le scelte che la attendono, la Sicilia avrà bisogno di un governo autorevole, legittimato da una solida maggioranza. E' chiaro che quel governo non potrà essere guidato da Musumeci. Le sue dimissioni rappresenterebbero oggi un atto di decenza e di rispetto per le sorti della Sicilia".

Sulla stessa scia il capogruppo Pd all’Ars Giuseppe Lupo: "Se Musumeci, come dice, ha preso ‘atto  dell’esito del voto e del suo significato politico’ si dimetta subito. La pausa di riflessione che il presidente della Regione siciliana, di fatto sfiduciato in aula, ha annunciato è semplicemente ridicola. Il presidente Musumeci è naufragato in aula a conferma della propria totale inadeguatezza". 

"L'elezione all’Ars dei tre grandi elettori siciliani consegna a Nello Musumeci un risultato impietoso: solo terzo, dopo l’opposizione e con 15 voti in meno rispetto a Gianfranco Miccichè. Spero caldamente prenda atto di essere stato sfiduciato dalla sua maggioranza e decida di comportarsi di conseguenza", ha detto il deputato siciliano del Pd Carmelo Miceli.

"Sono orgoglioso e soddisfatto che il deputato del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola sia stato votato come grande elettore per partecipare all’elezione del prossimo Presidente della Repubblica" ha invece affermato il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Giancarlo Cancelleri (M5S). "Apprendo inoltre che anche questa volta il presidente Musumeci perde pezzi, arriva solo terzo e se la matematica non è un’opinione, vuol dire che nemmeno i suoi, la maggioranza che tanto rivendica e si ostina a voler rappresentare pure in futuro, lo hanno votato. Musumeci perde pezzi pure nelle votazioni di ovvio garbo istituzionale. Credo che con questo pomeriggio si sia definitivamente spenta la luce su una terrificante esperienza di governo".

Il pentastellato Nuccio Di Paola ha ringraziato i colleghi deputati regionali "per l’attestato di fiducia espresso oggi nei miei confronti attraverso il prestigioso mandato che l’Aula mi ha affidato" ed ha sparato ad alzo zero su Musumeci: "Il risultato del voto conferma per l’ennesima volta che questo governo non ha più una maggioranza all’Ars ed è al capolinea. Al contempo, il voto fa emergere un fronte dell’opposizione maturo e compatto, che va ben oltre i numeri attesi superando le preferenze del presidente della Regione. Sono buone premesse per mettere insieme forze politiche capaci di affrontare le prossime sfide della Sicilia. Mi preparo intanto a compiere, con una certa emozione ma anche con grande senso di responsabilità, il prossimo passo, l’elezione della più alta carica dello Stato. In quell’occasione daremo il nostro contributo per determinare la vita democratica nazionale e il futuro del nostro Paese".

A sostegno di Musumeci si è schierato il commissario regionale della Democrazia Cristiana nuova, Totò Cuffaro: "Il rispetto per le Istituzioni non è solo un dovere ma è anche un diritto. La differenza è sostanziale, perché i doveri si ottemperano, i diritti invece si scelgono e il diritto di rispettare le istituzioni resta sempre una scelta non negoziabile, soprattutto con la propria coscienza. Io credo che oggi nel voto per l’elezione dei grandi elettori la maggioranza non abbia saputo proteggere questo diritto e non possono esserci ragioni che ne giustifichino il non rispetto. Non è una bella pagina".

Articolo aggiornato alle 21.37 con notizia azzeramento della Giunta deciso dal governatore Musumeci

Fonte: PalermoToday.it

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