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Lunedì, 23 Maggio 2022
Politica

Articolo Uno subito in campo con la Timbro e Siracusano: “Serve un’alternativa a De Luca”

Per gli esponenti della Federazione provinciale di Messina le forze progressiste e civiche devono dare alla città il segnale che si aspetta: “La questione del piano di riequilibrio rimane aperta”

Un’alternativa subito. A De Luca, ma non solo. A chiederlo è Articolo Uno, con la parlamentare Maria Flavia Timbro e il segretario provinciale Antonio Siracusano. Le dimissioni del sindaco hanno inevitabilmente avviato la fase di fibrillazione politica pre elettorale con partiti e movimenti adesso chiamati a preparare le prossime amministrative.

“De Luca – hanno scritto Timbro e Siracusano - se ne va senza un progetto per sviluppo della città che individui una visione strategica e le conseguenti azioni da intraprendere”. Quindi l’appello alle forze progressiste e civiche.  “È tempo di rompere gli indugi e di offrire una proposta seria alla città in un confronto aperto, trasparente e senza ambiguità con le destre. Chi in questi anni ha sostenuto l’amministrazione uscente è incompatibile con un raggruppamento di forze che ritiene i risultati e i metodi di De Luca inconciliabili con ciò che serve alla città. A Messina non serve un padrone – come è accaduto in questi anni – ma una guida collettiva, un’alternativa di governo che metta al centro lo sviluppo e l’occupazione per fermare l’esodo di migliaia di giovani”. 

Timbro e Siracusano contestano il modo in cui il sindaco lascia. “Solo con lui le dimissioni diventano un gesto da 10 e lode. Ad oltre un anno dalla fine del mandato, il Sindaco abbandona la funzione a cui lo hanno chiamato i messinesi e vuole spacciare un gesto, evidentemente legato a scelte che attengono al suo personale futuro politico, come un atto di eroismo”.

Per Articolo Uno le questioni legate al piano di riequilibrio e alla condizione finanziaria complessiva del Comune sono tutt’altro che risolte e senza l’intervento del Governo Nazionale il dissesto del Comune di Messina sarebbe stato inevitabile. 

“Altro che “Salva Messina” – sostengono - Finiamola con gli imbrogli e le sceneggiate: la Corte non ha potuto che prendere atto della richiesta dell’Amministrazione di accedere alla rimodulazione come previsto dall’ultima Legge Finanziaria, senza pronunciarsi. Toccherà ora al Commissario e al Consiglio Comunale approvare, emendare o bocciare il piano proposto dalla Giunta che quindi dopo passerà al vaglio della Corte dei Conti”. 

Quindi l’auspicio, nei prossimi mesi, di un ritrovato protagonismo del Consiglio Comunale, non solo sul piano di riequilibrio, ma anche dal punto di vista dell’attività ispettiva sulle delibere prodotte dalla Giunta Comunale e sulle determine sindacali, molte negli ultimi giorni. “Servono una rilettura critica e una operazione verità a 360 gradi per ricondurre al principio di realtà la fantasmagorica narrazione del Sindaco”.

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