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Sant'Agata Militello, la minoranza all'assessore Scurria: “I fondi dati alla pro Loco sottratti alla sicurezza in spiaggia”

“Si sono spesi ottantamila euro per una convenzione ma non si trovano settemila per garantire la vigilanza ai bagnanti”. Il duro attacco dei consiglieri che chiamano in causa anche il Comune di Barcellona. E sui debiti fuori bilancio...

“Invece di spendere soldi in cose non necessarie, come la pro loco, il Comune avrebbe dovuto assicurare il servizio di assistenza e vigilianza bagnanti”.

E’ guerra tra i consiglieri di minoranza del comune di Sant’Agata di Militello e l’assessore Antonio Scurria  per la mancata attivazione del servizio già oggetto di interrogazione con una risposta considerata inadeguata.

L’assessore ha spiegato infatti che il mancato avvio dipende dal fatto che Regione e Città Metropolita di Messina che non hanno integrato le risorse a disposizione (appena € 2.625,00 mentre il servizio complessivo era di € 10.500.00), nonostante la richiesta avanzata già a gennaio. Secondo l’assessore la situazione finanziaria, con oltre 6 milioni di debiti da riconoscere, il Comune può provvedere solo per la quota di spesa di competenza, pari al 25% come per legge.

Ma è proprio sulle possibilità messe a disposizione dalla legge che si riaccende lo scontro con i consiglieri di opposizione. “Il mancato finanziamento era già a conoscenza della  minoranza che ne faceva riferimento nell’interrogazione e chiedeva invece di capire perché il servizio non sia stato attivato lo stesso dal momento che la legge consente – in questi casi legati alla sicurezza che sono un obbligo del Comune – di finanziare a proprie spese il servizio anche agli enti locali che hanno debiti fuori bilancio.

“Il servizio – ribadiscono i consiglieri di minoranza - anche in mancanza del contributo regionale e provinciale, andava.  Altre spese, come quelle per la convenzione con la Pro-loco (per l’importo esorbitante di € 80.000,00) e manifestazioni estive, non rientrando tra quelle espressamente previste per legge, non potevano essere fatte”.

A riprova di quanto affermato, chiamano in causa l’esempio del Comune di Barcellona dove è stato chiesto di  revocare in autotutela la delibera di giunta del 22 agosto con cui sono state stanziati fondi per otto spettacoli, in quanto tale spesa si poneva in violazione con i divieti della Corte dei Conti.

“Da un lato – scrivono -  i bravi amministratori chiedono allo stato 3 milioni e 700 mila euro con il fondo di rotazione per i comuni in dissesto per ripagare i debiti fuori bilancio, impedendo la stabilizzazione dei lavoratori contrattisti, e dall’altro lato si spendono molte migliaia di euro per servizi ed interventi non essenziali per la collettività, se non per aggravare già le disastrose casse comunali”.

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