Liquidazione Atm, diffida dei Cinquestelle all'amministrazione

I consiglieri pentastellati hanno trasmesso l'atto sulla vendita di 36 mezzi di trasporti e sul licenziamento procedurale del personale

Una seduta del Consiglio comunale su Atm (Foto archivio)

Atto di diffida del movimento Cinquestelle sulle procedure di liquidazione dell'azienda trasporti. La presa di posizione dei consiglieri Fusco, Argento, Mangano e Cannistrà è sull’asta pubblica relativa alla vendita di 36 mezzi e sul licenziamento dei dipendenti: "In difetto di accoglimento di quanto richiesto sarà intrapresa ogni competente azione nelle opportuni sedi per la valutazione di legittimità e competenza degli atti adottati e di eventuali comportamenti illeciti"- scrivono - riteniamo che entrambe le attività siano accomunate da palese illegittimità per incompetenza e/o carenza di potere in capo ai commissari liquidatori», spiegano i consiglieri, che citano nello specifico l’Articolo 50 dello Statuto dell’Azienda speciale, la mancata approvazione da parte del Consiglio comunale del piano di liquidazione e la richiesta di “liquidazione coatta amministrativa” presentata dal Sindaco e dai Commissari alla Regione.

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"Dal 1 giugno 2020 - proseguono - si potrebbe verificare a Messina la paradossale situazione di due aziende pubbliche (l’azienda speciale “ATM in liquidazione” e la società “ATM SpA in house providing”) non in grado di esercitare legittimamente il servizio di trasporto pubblico in città. I lavoratori trasferiti alla nuova società “ATM SpA” rischiano inoltre di non rientrare nella copertura economica della Cassa Integrazione Guadagni nel malaugurato caso in cui dovessero riattivarsi procedure straordinarie di riduzione delle attività produttive. Tale procedura (oltre a essere palesemente estranea ai poteri attuali dei Commissari liquidatori e in contrasto con la normativa) rischia di produrre effetti sociali di estrema gravità a danno dei lavoratori».

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