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Aumento degli stipendi ai deputati, scintille tra De Luca e Di Paola a "Non è l'arena"

Lo scontro sugli adeguamenti Istat che anche per i primi cittadini porterà consistenti aumenti: "Il sindaco di Messina guadagnerà cinquemila euro in più rispetto a quello di Parigi"

“Il verbale ve lo potete mettere in quel posto perché non è pubblicato e da due anni non pubblicate gli atti”.

E’ cominciato con le scintille il confronto alla  trasmissione “Non è l’Arena" di Massimo Giletti su La7 tra il vicepresidente dell’Ars, Nuccio Di Paola, e il deputato regionale ed ex sindaco di Messina, Cateno De Luca.

Sotto la lente gli aumenti delle indennità ai deputati regionali. In onda è andato prima il discorso di Gianfranco Miccichè che ha chiesto il voto segreto che poi ha portato l'Assemblea regionale a bocciare l'ordine del giorno presentato dal deputato di Sicilia vera Cateno De Luca.

Poi il duello tra i due esponenti politici che da giorni si scontrano sulla questione.

De Luca è tornato ad accusare i pentastellati di aver firmato il documento sull’approvazione il 14 dicembre, data in cui si è svolto il consiglio di presidenza incentrato sull’aumento degli stipendi.

Nega categoricamente Di Paola spiegando di aver solo “approvato il bilancio dell’assemblea regionale siciliana che quest’anno diminuisce di 33 milioni di euro anche grazie alle battaglie del M5Stelle”.

“La stessa legge prevede che la misura del trattamento sia soggetto ad adeguamento secondo la variazione dell’indice Istat del costo della vita. L’aumento deciso ha pertanto portato all’aumento da 10 milioni 450 del 2022 – ha letto De Luca dalla relazione – a 11 milioni 200 previste nel 2023”.

“L’adeguamento Istat e l’aumento degli stipendi dei parlamentari regionali – ha replicato Di Paola accusando De Luca di fare disinformazione - avviene dal 2014. E dal 2014 il M5S continua a presentare norme e tutti i partiti, compreso il vostro, non approva”, ha replicato ancora Di Paola.

Ha tentato di far da paciere Giletti ricordando l’operato del M5Stelle in Sicilia e lo stesso Di Paola ha ricordato come gli esponenti del movimento sono i primi a tagliarsi gli stipendi, restituendo parte delle indennità.

Emerge anche come l'adeguamenti Istat portino ad aumenti anche per quanto riguarda ai sindaci. Con un paradosso: "Sapete quanto prende il sindaco di Parigi? Novemila euro - ha detto Giletti - Il sindaco di Messina ne prenderà 14mila. Non è accettabile".

"Accade in tutta Italia - ha detto De Luca - è una legge dello Stato, per chiarirci. Non solo in Sicilia".

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