Mancato Risanamento: De Luca, Navarra e Siracusano si rimpallano le accuse

La proposta di legge ferma in parlamento nazionale riaccende le divisioni tra l'esponente del partito democratico e la collega di Forza Italia dopo le ultime affermazioni del sindaco

Sul Risanamento nuove polemiche politiche. Il deputato Pd Pietro Navarra si scaglia contro le ultime accuse del sindaco De Luca nei suoi confronti: "Sono stato accusato: di avere perso “l’occasione storica” di intestarmi la legge per il risanamento in discussione in Parlamento poiché, in assenza di una norma che desse copertura alla legge sul risanamento già calendarizzata alla Camera dei Deputati, avrei dovuto, insieme agli altri parlamentari di maggioranza del nostro territorio, dimostrare di avere “gli attributi” e bloccare la legge di stabilità (ex legge finanziaria); di essere stato, insieme ai miei colleghi di maggioranza, “il servo sciocco di un Governo che per l’ennesima volta non si è occupato delle baracche di Messina”; di essere, pertanto, un “lacchè dei sistemi forti che non vogliono che Messina cancelli il lebbrosario delle baracche”. "Il sindaco de Luca mi accusa, insieme agli altri parlamentari della maggioranza eletti a Messina, di non avere gli “attributi” per riuscire a ottenere i finanziamenti necessari da parte del Governo nazionale per risolvere, una volta per tutte, il problema del risanamento della città di Messina. Pertanto, mi definisce “servo sciocco” di quel Governo i cui ministri dovrebbero mettere mano al portafoglio e trasferire le risorse al Comune di Messina - scrive Navarra - prima di chiamare in causa me e gli altri parlamentari nazionali, il Sindaco de Luca farebbe bene a guardarsi allo specchio e domandarsi se, in tema di risanamento, non sia lui il “servo sciocco” del governo regionale e privo “di attributi”.

La nota di Navarra

"Usando il suo stesso metro di giudizio, la risposta non potrebbe che essere certamente sì, ma molto più sciocco, più servo e con meno attributi di quanto ne accusi la mancanza ai parlamentari nazionali. Infatti, prima ancora di essere eletto Sindaco, l’allora On. De Luca, in piena campagna elettorale per le amministrative, aveva richiesto al Governo regionale le ingenti somme non ancora spese, ma previste dalla Legge 10/90 sul Risanamento di Messina. Da allora, sono passati ben 2 anni e 9 mesi e, nonostante il Sindaco abbia sostenuto il Governo Musumeci e abbia prestato candidati nelle liste di Forza Italia alle elezioni europee, neanche uno solo euro è stato riconosciuto alla citta di Messina per far fronte agli interventi di riqualificazione urbana delle aree baraccate. Alza la voce, signor sindaco, difendi la tua città ed evita che venga presa così inopinatamente in giro. Messina non lo merita! Per quanto attiene all’accusa di essere un “lacchè dei sistemi forti che non vogliono che Messina cancelli il lebbrosario delle baracche”, non so a cosa ti riferisca, ma questa è una delle frasi ad effetto sconnesse e senza senso logico che vengono pronunciate da chi non ha argomenti e vuole semplicemente sfuggire alle proprie responsabilità".

La posizione della Siracusano

Nella polemica torna a inserirsi la deputata di Forza Italia Matilde Siracusano: "Mi dispiace leggere dalle parole del parlamentare del Partito democratico, Pietro Navarra, la rappresentazione di un’altra verità, che non corrisponde allo svolgimento dei fatti che si stanno verificando realmente in Parlamento sulla vicenda del risanamento della città di Messina. Finora da parte mia e di Forza Italia c’era stato un atteggiamento totalmente collaborativo, ma dopo 10 mesi di rinvii e di dichiarazioni rimaste lettera morta, mi corre l’obbligo di raccontare i fatti, quelli reali, affinché ognuno si assuma le proprie responsabilità di fronte ad una condizione di sofferenza indecente in cui vivono 8mila messinesi a causa del clamoroso fallimento dello Stato. Fallimento passato che non può rappresentare un alibi per il presente a cui noi e soltanto noi oggi dobbiamo rendere conto. Tra queste proposte di legge - grazie al mio partito e al capogruppo Mariastella Gelmini, che dopo aver visto con i suoi occhi lo scempio delle baracche a Messina ha deciso che la questione doveva essere la priorità per Forza Italia - la mia è stata posta all’esame della Commissione Ambiente di Montecitorio.  I testi dei colleghi D’Uva e Navarra sono stati abbinati d’ufficio perché così prevede il regolamento della Camera, ma senza che fosse pervenuta alcuna richiesta da parte del Pd o del Movimento 5 stelle di portarle avanti. Dopo 10 mesi - per volontà del governo e dei partiti di maggioranza, Pd compreso - la legge è ancora incomprensibilmente ferma, perché è vero che io ho avuto il merito di portarla all’esame della Camera ma in Commissione c’è una maggioranza ed una minoranza. Noi purtroppo siamo minoranza e se la maggioranza avesse voluto, la legge sarebbe già stata approvata: invece Pd e 5 Stelle hanno chiesto solo il rinvio per ben 2 volte e hanno preteso decine di audizioni per far scorrere più tempo possibile.  Audizioni nelle quali è stato ribadito più e più volte - continua la deputata - che è necessario che si intervenga a livello nazionale, e che il problema relativo alla competenza regionale è superabile attraverso un protocollo d’intesa tra Governo e Regione Sicilia, la quale ha ribadito più volte di essere pronta a sottoscriverlo. Il ministro Provenzano che aveva promesso di risolvere il problema dopo aver convocato un tavolo tecnico con tutti i parlamentari interessati - per evitare che la Gelmini chiedesse il voto dei capigruppo sulla procedura d’urgenza - è totalmente sparito. Nessun segnale da parte sua, zero. E ne è conferma quanto accaduto in legge di bilancio. Il collega Navarra obietta che in finanziaria non possono esserci norme localistiche? Ma allora perché lui ha presentato l’emendamento per la cancellazione delle baracche di Messina se era sicuro della sua inammissibililitá?". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ricetta della nonna per i pitoni fritti con la scalora

  • Coronavirus, quasi duemila contagi in 24 ore: tutta la Sicilia sarà "zona rossa", 380 casi a Messina e 3 decessi

  • Zona rossa: Musumeci ha firmato l'ordinanza, dall'11 al 31 gennaio lockdown in città

  • Messina zona rossa, dietrofront del sindaco: “Revoco l'ordinanza, nessuna collaborazione sui rifiuti speciali”

  • Messina zona rossa, da venerdì ulteriori restrizioni per negozi e servizi

  • "L'ordinanza non sarà modificata", la Musolino risponde anche su barbieri e mercati che rischiano sanzioni

Torna su
MessinaToday è in caricamento