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Martedì, 27 Settembre 2022
Politica

Piano regionale dei rifiuti, la Commissione europea "boccia" la Sicilia: è scontro tra il M5S e l'assessore

I deputati Giampiero Trizzino e Ketty Damante annunciano che il testo non ha avuto l'ok. Daniela Baglieri replica: "Dichiarazioni prive di fondamento per creare allarmismi". La nota ufficiale: "Il testo non è conforme alla direttiva quadro e non stima i costi"

La Commissione europea ha bocciato il piano di rifiuti del governo Musumeci e la Sicilia rischia di perdere oltre 35 milioni di fondi destinati alla costruzione degli impianti di trattamento. Ad annunciarlo sono i deputati Giampiero Trizzino e Ketty Damante. Poche ore dopo arriva la replica, con tanto di smentita, dell'assessore regionale all’Energia Daniela Baglieri: "Da mesi dialoghiamo con il ministero della Transizione ecologica, che sta facendo le proprie valutazioni in merito. Abbiamo già fatto il primo incontro alcuni mesi fa e a breve ci rivedremo nuovamente. Siamo in una fase assolutamente interlocutoria per elaborare una revisione o integrazione del Piano, così come le altre Regioni italiane. Capisco che la campagna elettorale può creare storture in merito alle vicende politiche, ma così facendo si rischia solamente di confondere i cittadini, che vogliono liberarsi dalla schiavitù delle discariche. Mi stupisce, e non poco, che alcuni deputati regionali del Movimento 5 stelle, sempre attenti alle tematiche del mio assessorato, possano fare dichiarazioni prive di fondamento, per creare apposta allarmismi tra la popolazione. Non è vero che il Piano rifiuti predisposto dalla Regione sia stato bocciato dalla Commissione europea".

La nota della Commissione però non lascia molti dubbi: "Il Piano non è conforme alla Direttiva quadro sui rifiuti, perché mancano informazioni sufficienti sul tipo, la quantità e la fonte dei rifiuti prodotti sul territorio e una valutazione dello sviluppo dei flussi di rifiuti in futuro. Il Piano è privo di una descrizione chiara e dettagliata delle misure previste per conseguire gli obiettivi. Il piano non stima i costi futuri". Il testo dunque è da rivedere.

“Ci sarebbe piaciuto che anziché provare a vincere il campionato di arrampicata sugli specchi, difendendo l'indifendibile, il governo Musumeci - dice il deputato del M5S all'Ars Giampiero Trizzino in risposta alle dichiarazioni del governo regionale - si fosse impegnato a correre ai ripari, ammettendo le enormi lacune del piano rifiuti segnalate dalla Commissione europea, che hanno portato l'istituzione Ue a dichiarare il piano 'non conforme' alla direttive sull'economia circolare. Se questa non è una bocciatura. Anzi, per la precisione questa è la terza bocciatura del piano che arriva dopo quella del ministro Costa nel 2018 e del Cga nel 2021, a conferma che Musumeci e la gestione dei rifiuti sono due rette parallele”.

“Ricordiamo – dice Trizzino - che le nostre ripetute osservazioni su questo disastroso piano risalgono al 2018, in tempi ben lontani dalla campagna elettorale. Se ci avessero ascoltato, probabilmente avremmo un piano rifiuti operativo e tanti problemi in meno. E, soprattutto, i cittadini non rischierebbero di pagare una Tari altissima, sicuramente sproporzionate rispetto ad un servizio di raccolta non all'altezza di un Paese civile”.

Anche il Pd prende posizione. “Che il piano rifiuti fosse farlocco, inadeguato e incompleto - dichiara il deputato e segretario regionale del PD Sicilia, Anthony Barbagallo Barbagallo - lo avevamo detto sia in commissione Ambiente sia all’Ars. Ma abbiamo trovato un governo, guidato da Musumeci, sordo, arrogante e tracotante. E in aula, all’Ars abbiamo votato no. Ora che anche la commissione europea ha detto la sua, è insopportabile sentire l’assessora Baglieri che – conclude - cerca di arrampicarsi sugli specchi. Una sola cosa è certa: ha ha poche idee ben confuse, così come il governatore”.

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