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Redazione MessinaToday

Callegari del partito animalista: "Cateno, la buona volontà non basta"

Il delegato del gruppo politico ha voluto esprimere la sua opinione sulla gestione amministrativa del Comune e sui risultati economici nel territorio

Il delegato a Messina del partito animalista Carlo Callegari ha voluto esprimere la sua idea sull'amministrazione comunale del sndaco De Luca e sulla condizione economica del territorio:

"Ammesse le qualità imprenditoriali ed amministrative del sindaco Cateno De Luca, un metodo nelle iniziative di controllo panottico sul lavoro dei dipendenti comunali deve pur esserci. Ma, per poterne elogiare i risultati, si dovrebbe poter misurare il loro effetto di accrescimento della produttività del lavoro. Invero è l’economia nazionale ad essere affetta dalla tara della bassa produttività, le cui cause hanno senza dubbio radici nel corpo della società italiana e nella sua storia. Perciò severità dispotica e moralismo benpensante,concessi i buoni propositi, appaiono la recita dell’impotenza di chi considera tale male un demone da esorcizzare, offrendo magari all’opinione pubblica la gogna di facili vittime sacrificali. La produttività del singolo lavoratore non dipende solo dalla intensità della sua prestazione ma anche da molti altri elementi del sistema operativo indipendenti dalla sua volontà, che ne possono ridurre l’efficienza. La prima fase di un processo metodico di soluzione è individuare i fattori strutturali carenti di una organizzazione produttiva.

La comunicazione del sindaco su questo aspetto della questione è muta, e tale omissione dilettantesca offre il fianco alla critica e facilita ogni speculazione. Poiché il discredito generalizzato sulla pubblica amministrazione , avvalorato involontariamente dal protagonismo del sindaco, determina la rinuncia a ricorrere ai suoi uffici per le ordinarie esigenze della vita associata, i messinesi hanno tacitamente convenuto di autorizzarsi da sé a comportamenti individualistici per ogni loro pur minima convenienza. Si è pensato pertanto di estendere il controllo panottico dal lavoratore al cittadino per mezzo del cittadino. Ma, come le spedizioni ispettive e i vademecum, così pure la segnalazione solerte è un provvedimento mortificante. Faccia feroce e delazione contengono autoritarismo e sottomissione, involuzione civile e democratica resa possibile dai troppi pavidi odiatori della libertà. Certamente l’endemica improduttività del lavoro e l’anomia non si scioglieranno come neve al sole sotto il fuoco delle intemerate di rivoluzionari da avanspettacolo. La società messinese, adattandosi a tali due mali per istinto di sopravvivenza, si è ignobilmente modificata. La condotta pubblica e privata dei messinesi,che tanto indigna, è la manifestazione spontanea di una personalità collettiva adeguatasi a condizioni ambientali abbrutite, nelle quali l’azione più semplice, per compiersi, deve corrompersi. Uno stato di necessità che si perpetua diventa abitudine, e l’abitudine costume. Chi soffoca, emigra. A chi resta,sepolta ogni illusione nella politica carismatico-clientelare, spetta il compito di educarsi alla discussione pubblica, collettiva, libera, capillare come presupposto di una politica partecipata, razionale ed etica, che concepisca i bisogni dei singoli come interesse comune, e l’interesse comune essenzialmente connesso al territorio ,alla sua difesa, alla sua valorizzazione.

La mia riflessione è l'auspicio a non auto ingannarsi più sulle reali condizioni di Messina. Se alla volontà di risollevare le sorti della nostra comunità piagata è propedeutico illustrare il nesso iugulatorio di endemica improduttività del lavoro, cronica disfunzionalità dell'amministrazione e anomia esistenziale, rinunciare al prologo dell'azione nel pensiero significa fare di interventi asfittici e ciechi l'unica realtà".
 

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