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Caro bollette, cosa farà il governo Meloni

Per l'esecutivo i primi provvedimenti saranno un bagno di realtà. Si procede nel solco di Draghi. La legge di bilancio, di fatto, è impostata ma già a novembre sarà inevitabile un nuovo intervento per arginare l'impatto degli aumenti

Alla fine i sì sono stati 235, i voti contrari 154 e le astensioni 5. Giorgia Meloni incassa la fiducia della Camera. Oggi a partire dalle 13 si replica in Senato, l'aula dove gli equilibri sono numericamente più fragili. Nel suo discorso-manifesto, la presidente del Consiglio ha confermato che il principale obiettivo è ora "rafforzare" gli aiuti per contenere il caro bollette e il caro carburante. Di risorse a diposizione perciò ne rimarranno poche e quindi su pensioni, flat tax e cuneo fiscale si dovrà procedere "gradualmente". Tradotto: se ne parla seriamente nel 2023, e nella prossima manovra al massimo ci sarà qualche antipasto, (la flat tax non sarà per tutti ma dovrebbe essere estesa fino ai 100.000 euro di fatturato annuo. Già con l'attuale limite, 65.000 euro, più della metà del "popolo delle partite Iva" riceve un trattamento fiscale di estremo favore, squilibrato rispetto ai lavoratori dipendenti; alzandolo, sarebbero inclusi quasi tutti). Ma torniamo alle bollette. La prima legge di bilancio del governo Meloni di fatto è già impostata perché vincolata all'urgenza di luce e gas, al rinnovo di alcune misure come il taglio del cuneo del governo Draghi e all'indicizzazione delle pensioni sempre più povere sotto il peso dell'inflazione. 

Le prossime mosse sulle bollette

Il fronte più caldo è sempre quello delle bollette. Con il crollo del prezzo sul mercato olandese è lecito attendersi un aggiornamento delle tariffe per i consumatori. A scendere sarà prima il prezzo del metano, in un secondo momento l'energia elettrica. "Dobbiamo vedere la situazione dei conti pubblici, la priorità è affrontare il problema delle bollette e dopo quello c'è spazio per tutto il resto", dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani (Fdi) a proposito della manovra di bilancio che sarà uno dei primi banchi di prova per il nuovo governo Meloni. Si potrà vedere qualcosa del programma del centrodestra nella manovra? "Mi auguro di sì" ha ribadito il ministro.

La legge di bilancio quest'anno dovrà essere scritta a tempi di record. L'impianto tecnico è stato già messo a punto dal Mef, ma deve essere completato. Però, spiegava un ministro nei giorni scorsi, "credo che sarà una manovra molto tecnica. Le risorse sono quelle che sono e i tempi strettissimi, gli interventi più complessi saranno fatti in seguito". Ma prima della "finanziaria", ci sono ancora due mesi molto caldi sul fronte energia. Già a novembre è previsto un nuovo intervento sulle bollette, per estendere a fine anno quasi tutto il pacchetto attuale degli sconti a favore delle imprese e delle famiglie. L'obiettivo di ampliare la platea dei beneficiari dei sostegni, dopo le promesse elettorali, non sarà probabilmente portato subito a termine. C'è in primis da verificare quante risorse saranno realmente disponibili per prorogare e intensificare gli aiuti. L'ultimo mese dell'anno è rimasto scoperto, e tocca così al nuovo esecutivo Meloni decidere come muoversi: il decreto "Aiuti 4" è in cima alla lista delle cose da fare. Verrebbero confermate, queste le intenzioni, le detrazioni a favore delle imprese, rafforzando dall'altro lato i bonus sociali per i nuclei più in difficoltà che verrebbero anche erogati con un meccanismo automatico (da definire). 

Sarebbe poi, ma siamo ampiamente nel campo delle ipotesi, allo studio un meccanismo per rafforzare il bonus sociale sulle bollette delle famiglie meno abbienti, con l’obiettivo prima di tutto di semplificarlo e renderlo automatico. L’idea è quella di garantire il bonus, che abbatte i rincari di energia elettrica e gas, ai contribuenti con i redditi più bassi, scollegandolo dal parametro dall’Isee (il tetto ora è a 12mila euro) che deve essere richiesto dalle famiglie. Proprio questo passaggio, come mostrano i monitoraggi ministeriali, si è rivelato un ostacolo non piccolo all’utilizzo effettivo dell’aiuto. Perché molte delle famiglie interessate non sono a conoscenza del bonus, nonostante sia indicato chiaramente in bolletta, e quasi metà delle risorse stanziate non sono state per ora sfruttate a dovere. Un peccato e una dimostrazione che c'è qualcosa che non va. Da prorogare poi lo sconto di 30 centesimi sulle accise sui carburanti che scade il 18 novembre. A disposizione ci sarebbero circa 10 miliardi di extragettito già certificati dal governo uscente. 

Le semi-certezze sono che sarà prorogato il credito di imposta a favore delle imprese e delle attività commerciali. Costa parecchio, 4,7 miliardi, e prevede una aliquota del 40% per le imprese energivore e del 30% per quelle più piccole che impegnano energia elettrica con una potenza dai 4,5 kilowatt. Le misure sono dedicate solo a quelle imprese che hanno registrato aumenti almeno del 30% dei costi delle loro forniture di luce e gas rispetto al 2019, l'ultimo anno pre-pandemico. Per le famiglie su questo versante novità sostanziali non sono attese, almeno in questo decreto, perché sono state già estese fino al 31 dicembe dal governo uscente sia la cancellazione degli oneri di sistema sia la riduzione al 5% dell'Iva pagata sul metano. Si va infine verso una moratoria per chi è indietro coi versamenti, in modo superare l'inverno e arrivare alla primavera. Le associazioni dei consumatori chiedono rateizzazioni più lunghe, che vadano oltre i 10 mesi attuali. 

Fonte: Today (https://www.today.it/politica/bollette-governo-meloni.html)

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