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Martedì, 24 Maggio 2022
Politica

Candidature, punto di forza per Germanà: centrodestra Lega…to al puzzle regionale

Ancora nessuna ufficializzazione sul candidato a sindaco dello schieramento mentre Buzzanca scalpita e la candidatura di Maurizio Croce potrebbe sfumare nella divisione tra Palermo, Regione e Ars

Messina chiama, Palermo…non risponde. O almeno, per adesso. Il centrodestra peloritano è ufficialmente in una fase di stallo ma solo in apparenza. Perché mentre i partiti sono già intenti alla compilazione delle liste che dovranno accompagnare la candidatura del prossimo candidato sindaco, è proprio su quest’ultimo nome che c’è la maggiore attesa. E anche confusione. 

Scaramucce, battutine, liti sui social hanno caratterizzato l’ultimo week end soprattutto tra Peppino Buzzanca e Cateno De Luca ("con annuncio di querela"), due che si conoscono da anni, dal post Prima Repubblica, e che non se le sono mandate a dire. Con un linguaggio piuttosto velato, a tratti in codice (traducibile da chi conosce la “storia” politica e non di dieci-quindici anni fa), hanno fatto – diciamo – le prove di quella che potrebbe essere la prossima campagna elettorale. Attenzione, però, perché quella di Buzzanca è una candidatura ipotetica, messa sul tavolo qualche tempo fa, ma che non avrebbe trovato tutti d’accordo. A spingere l’ex sindaco e presidente della Provincia a tornare alla Politica ci sarebbe il presidente della Regione, Nello Musumeci, che più volte avrebbe chiamato nei mesi scorsi l’ex collega e amico dietologo. Adesso il suo nome lo ha messo sul tavolo messinese ben consapevole, anche Musumeci, che Fratelli d’Italia e Diventerà Bellissima non avrebbero “diritto di parola” nella scelta del candidato messinese. Il puzzle, infatti, è regionale: Carolina Varchi di FdI dovrebbe portare la bandiera del centrodestra a Palermo, mentre a Forza Italia spetterebbe la prima parola per le regionali. Ma il partito di Miccichè, piuttosto che indicare un candidato alla presidenza della Regione, potrebbe anche virare sulla Presidenza dell’Ars (“che vale quanto il sindaco di Palermo”, sostengono dall’interno) lasciando spazio al tentativo di Musumeci-bis per Palazzo d’Orleans e alla Lega per Messina. Ecco, quindi, il motivo per cui a Messina la candidatura di Nino Germanà è – al momento – quella più possibile, nonostante il tentativo di Forza Italia e Ora Sicilia soprattutto di “virare” su un tecnico come Maurizio Croce per evitare di lasciare spazio al partito di Matteo Salvini. Dalla sua, Germanà, ha sicuramente la forza di un radicamento sul territorio maggiore di Croce e una visibilità che lo porrebbe in una situazione di vantaggio. Occorre, però, farlo digerire a tutta la coalizione, soprattutto a quei rappresentanti messinesi che hanno sparato il cosiddetto “fuoco amico” nei giorni scorsi, che vorrebbero una sorta di autonomia provinciale nella scelta del candidato ma che rischiano di doversi attenere alle disposizioni (o imposizioni) regionali e nazionali. Per questo sarà necessario tempo, quello per incastrare tutti i pezzi di un puzzle regionale ancora oggi difficile da comporre. 

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