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Chiude l'ufficio postale, Santo Stefano Briga andrà al Tar

Il villaggio che conta 1500 residenti e centinaia di anziani si sta rivolgendo a legali per discutere il caso al tribunale amministrativo. Botta e risposta tra De Domenico e l'amministrazione De Luca

E' uno dei cinque uffici postali che chiuderanno nel capoluogo. A Santo Stefano Briga, villaggio di 1.500 persone e tra queste centinaia di anziani, non intendono rassegnarsi. Gli abitanti si stanno organizzando per inoltrare un ricorso al tribunale amministrativo regionale e e si sono già rivolti ai legali. Ieri il deputato regionale del partito democratico Franco De Domenico aveva annunciato gli effetti del piano di razionalizzazione delle Poste che porterà alla chiusura non solo di Santo Stefano Briga ma anche delle filiali di via Nicola Fabrizi, Pace, via Pietro Castelli 60 e Mili San Marco.

"Poste Italiane - scrive il deputato - aveva già comunicato la manovra al sindaco Cateno De Luca, forse troppo distratto dal cambio di passo - precisa - non sembra abbia preso alcuna iniziativa per scongiurare la chiusura, né ha ritenuto di informare il consiglio comunale, eppure il contenuto della stessa avrebbe dovuto farlo sobbalzare dalla sedia. Basti pensare che per giustificare la chiusura le Poste fanno riferimento da un lato a una Pec del 23 novembre 2019 con la quale sarebbero state illustrate “le importanti iniziative intraprese dall’Azienda in termini di implementazione di nuove modalità di offerta dei servizi, compresi quelli tradizionali, in favore della clientela … ” che avrebbero giustificato poi il piano di efficientamento che si traduce nelle 5 chiusure eseguite “anche tenuto conto della prossimità di altro Ufficio Postale /i a quello interessato al provvedimento di chiusura”.

L'amministrazione comunale aveva replicato in serata: "Con riferimento alle dichiarazioni rese dall’on.le De Domenico in merito alla comunicazione di Poste Italiane Spa che, in esecuzione del Contratto di programma 2015-2019 ha notificato la chiusura di 5 Uffici postali nel territorio del Comune di Messina, si precisa che la questione ha già costituito oggetto di valutazione da parte dell’amministrazione comunale che, sebbene sia impegnata nell’articolato passaggio che costituisce l’oggetto della delibera “Cambio di Passo”, di certo non è distratta né indifferente alle politiche del lavoro ed alla realtà occupazionale.

Al riguardo si rammenta all’on.le De Domenico che già nei mesi scorsi, durante lo svolgimento dei lavori di commissione consiliare, il Consigliere PD avv. Felice Calabrò aveva interpellato l’amministrazione comunale in merito alla questione, chiedendo di conoscere se il Sindaco era disponibile a sostenere una nota di protesta contro la ventilata chiusura degli Uffici Postali. Già in quella occasione l’assessore Musolino, presente in aula, manifestava piena disponibilità dell’amministrazione, precisando che la tutela occupazionale prescinde dalla appartenenza politica e costituisce un obiettivo che ogni amministratore e ogni rappresentante politico ha il dovere di tutelare".
 

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