Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Coronavirus, supermercati chiusi il 25 e 26 aprile: De Luca contesta Musumeci

Non vanno giù al sindaco le direttive del presidente della Regione che rischiano di creare assembramenti dopo 48 ore di stop ai negozi di generi alimentari

No alla chiusura il 25 e 26 aprile dei negozi. Lo dice al presidente della Regione Musumeci il sindaco De Luca che contesta l'ordinanza regionale e chiede una modifica a poche ore dalla Festa della Liberazione. De Luca ha scritto una lettera a Musumeci sull’ordinanza n. 17 del 18 aprile 2020, "In cui - sostiene il primo cittadino - si inseriscono nuove restrizioni, in contrasto con quanto il Governatore ha annunciato in video-messaggio lo stesso giorno, annunciando di aver recepito integralmente le disposizioni nazionali, addirittura anticipando di avere previsto la possibilità per i siciliani di effettuare anche la famosa “corsetta”. Nella missiva si chiede dunque di modifica l’art. 7 dell’Ordinanza, introducendo per gli esercizi di vendita dei prodotti alimentari la facoltà di restare aperti nelle giornate della domenica e nei festivi, confermando al contempo il servizio di consegna a domicilio dei prodotti alimentari.

“Non posso che manifestare la mia sorpresa a riguardo – afferma De Luca - non comprendo le motivazioni che abbiano indotto il presidente Musumeci a dire una cosa in video e farne un’altra negli atti. Le disposizioni introdotte con la sua ultima ordinanza in merito alla disposta chiusura di tutte le attività commerciali nei giorni di domenica e nei giorni festivi del 25 aprile e del1 maggio parla chiaro: è rivolta a tutti gli esercizi commerciali attualmente autorizzati, fatta eccezione per le farmacie e le edicole, ammettendo la possibilità del servizio a domicilio per i prodotti alimentari e per il combustibile ad uso domestico o di riscaldamento. Perché allora in video fa credere ai siciliani che ha allentato la morsa addirittura anticipando Conte? Nel disporre la chiusura nei giorni festivi e nelle giornate di domenica, forse non le è stato rappresentato che il 25 aprile cade di sabato e che, in tal modo, la chiusura si protrarrà per due giorni consecutivi, replicando la stessa situazione che si è verificata nelle festività pasquali allorché, per effetto sempre delle sue disposizioni, gli esercizi di vendita di generi alimentari sono rimasti chiusi sia nel giorno di Pasqua che nel Lunedì dell’Angelo, ingenerando nei due giorni precedenti alla chiusura fenomeni di assembramento davanti ai supermercati e lunghe code di clienti in attesa di entrare”.

“La soluzione adottata in quell’occasione dal Capo del Dipartimento di Protezione Civile, consistente nell’accordare la facoltà ai supermercati di stare aperti fino alle ore 23,00 della giornata del sabato – continua il Sindaco peloritano – a mio avviso è stata peggiore del male che si voleva evitare, perché comunicata la notte del venerdì santo, rendendo impossibile l’organizzazione di un terzo turno di personale. E in ogni caso, mi permetto di osservare che simili disposizioni, peraltro comunicate con una circolare della Protezione Civile diffusa nella tarda serata del giorno prima, dimostrano una sostanziale incapacità amministrativa le cui conseguenze si riverberano sempre sulle istituzioni locali e sui cittadini”.

“D’altro canto – conclude De Luca – l’avere previsto che nei medesimi giorni di chiusura è consentito il servizio di consegna a domicilio dei prodotti alimentari, costituisce una misura alternativa che non consentirà certamente agli utenti di soddisfare la loro richiesta, ma esporrà comunque i lavoratori all’espletamento dei turni di lavoro e dunque non raggiungerà neppure l’effetto di evitare gli spostamenti nel territorio comunale. Per tale ragione, considerato che il Governo ha sempre assicurato che il rifornimento di generi alimentari non verrà mai interrotto o sospeso proprio al fine di evitare fenomeni di assembramento o di panico, considerato altresì che abbiamo già potuto verificare come la chiusura degli esercizi di generi alimentari per due giorni di fila abbia creato fenomeni di assembramento, sottoponendo i lavoratori del settore ad un ulteriore stress psico-fisico determinato dal prolungamento dell’orario di apertura chiediamo una revisione dell’ordinanza, nell’ottica del buon senso”.

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