Niente stipendi all'Atm, i sindacati vicini al sindaco: "Ognuno si assuma le proprie responsabilità"

Faisa Cisal, Orsa, Fit Cisl e Ugl, accanto alle posizioni del primo cittadino, intervengono sulle ultime polemiche legate alla liquidazione dell'azienda trasporti e si appellano al Consiglio comunale

La sede Atm in via La Farina

Ieri il botta e risposta tra il sindaco De Luca e i sindacati Filt Cgil e Uiltrasporti. Gli stipendi di novembre, dicembre e la tredicesima del personale Atm sono a rischio. Fit Cisl, Orsa, Faisa Cisal e Ugl intervengono chiedendo a ogni parte di assumersi le proprie responsabilità.

Le quattro organizzazioni, vicine ai programmi della giunta municipale, scrivono: "Evitiamo volutamente di giudicare la posizione di altre organizzazioni sindacali, la guerra fra simili non ci appartiene, ci teniamo però a tracciare la differenza fra chi nega l’evidenza del debito ereditato dalle precedenti gestioni e il fronte sindacale che con senso di responsabilità ha preso atto del disastroso bilancio, ha evitato il comodo sentiero del populismo e del No a prescindere e nel confronto con l’Amministrazione Comunale ci ha messo la faccia. Cisl, Faisa, Ugl e Orsa hanno sottoscritto il Salva Messina sulla scorta di un bilancio ufficiale presentato dal sindaco e dal Revisore dei Conti che, di fatto, certifica il fallimento di Atm e l’obbligo di ripartire con una nuova azienda libera da pendenze. Esperienza già vissuta in città con l’Amministrazione Accorinti che, con l’assenso di tutti i sindacati e del Consiglio Comunale, ha creato la Messina Servizi Bene Comune SpA in house providing, a socio unico il Comune di Messina. Nell’occasione non si sono registrati i licenziamenti, le privatizzazioni selvagge, la perdita dei diritti e la compressione dei salari che qualcuno oggi paventa per ATM, dimenticando di aver condiviso percorsi simili.

Se alcune sigle sindacali, il Consiglio Comunale e/o associazioni a vario titolo, hanno la certezza che la Giunta De Luca sia popolata da mistificatori dediti alla manipolazione dei bilanci ATM, se possono certificare che l’azienda era e resta un fiore all’occhiello e non deve essere liquidata… lo denuncino subito alla città con dati di fatto - proseguono - senza rimandare il confronto alle calende greche. Il Consiglio Comunale ha il dovere di esprimersi immediatamente sulla questione Atm c’è di mezzo il salario e il futuro di 500 lavoratori che non possono attendere i tempi lunghi della politica!!! Si metta fine al dibattito mediatico e si decida una volta per tutte: liquidazione o mantenimento dell’Azienda speciale, dentro o fuori, è giunto il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità e ai posteri l’ardua sentenza…"
 

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Sugli stipendi le quattro organizzazioni sottolineano: "Se il Sindaco dichiara che i lavoratori ATM non percepiranno lo stipendio, per il Sindacato la premessa è d’obbligo: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.” (Articolo 36 della Costituzione italiana). La Costituzione non esonera i dipendenti ATM dal diritto al salario, fino ad oggi i lavoratori hanno garantito il servizio essenziale espletando le loro mansioni con puntualità, pertanto, al netto della situazione debitoria e degli ostacoli burocratici, l’Azienda e la Proprietà Comunale hanno il dovere Costituzionale di individuare lo strumento per erogare le mensilità dovute. SENZA SE E SENZA MA…"

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