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L'assessore Musolino abbandona l'aula per protesta: “Non mi fanno parlare”. La Tona: “Distorce la verità”

E' scontro dopo la seduta in VIII Commissione che ha affrontato la questione “Personale comunale: tutela, diritti e sicurezza”. Alla dura nota nella pagina ufficiale del Comune, la replica del presidente vicario: “Comportamento istituzionale e politico irriguardoso”.

Un milione di cose da dirti, come canta Ermal Meta ma non gliele hanno fatta spiegare nemmeno una. O meglio, ha “ potuto replicare solo brevemente ai tanti interventi”  e per questo ha abbandonato i lavori d’aula.

La denuncia, pubblicata nella pagina ufficiale del Comune di Messina, è  dell’assessore Dafne Musolino oggi  convocata in VIII Commissione consiliare per discutere l’unico punto all’ordine del giorno: “Personale comunale tutela, diritti e sicurezza".

Una seduta che di “personale” vede ora solo lo scontro con il presidente vicario della commissione, Pietro La Tona che ha replicato accusando la Musolino di “distorcere la verità” e di aver mancato di rispetto non solo alla Commissione ma a tutti i dipendenti e alle organizzazioni sindacali con un “comportamento istituzionale e politico irriguardoso”.

Andiamo per ordine.

Secondo la Musolino sia oggi che nella seduta del 22 giugno è stato impedito all’Amministrazione di prendere la parola. In più: “i rappresentanti di alcune organizzazioni sindacali hanno reso attacchi di natura politica al sindaco” con dichiarazioni “di rilevanza penale quando il rappresentante della Cisl ha accusato l’amministrazione di ‘preferire’ le partecipate e le ditte private nello svolgimento di alcuni servizi”.

Secondo la Musolino, l’impegno con il presidente della VIII Commissione Giandomenico La Fauci era oggi quello di garantire la replica dell’Amministrazione. Invece anche stamani sono intervenuti i sindacati.

“Una simile gestione dei lavori d’aula è vergognosa”, scrive l’assessore, invitando il presidente del Consiglio ed i presidenti delle Commissioni (in carica e sostituti) “a rispettare le regole del dibattito”. La Musolino ha voluto poi ricordare “che tutti i rappresentanti sindacali oggi presenti in aula sono dipendenti della Pubblica Amministrazione, che quindi hanno beneficiato di permessi retribuiti per partecipare alla seduta “nelle quali si sono prodotti in un soliloquio improduttivo e a tratti farneticante, i cui costi sono, come sempre, a carico della collettività”.

Non ci sta però Pietro La Tona , che ha presieduto i lavori in sostituzione del presidente La Fauci, a questa ricostruzione.

“È stato riferito al sottoscritto che nelle sedute precedenti erano intervenuti già alcuni rappresentanti sindacali e che dovevano ancora intervenire i rappresentanti di Uil, Cisl e poi la replica dell’ assessore Musolino a nome dell’ Amministrazione comunale. I lavori si sono svolti esattamente così – precisa La Tona - Tuttavia, l ‘ assessore continuava a lamentarsi del contenuto critico degli interventi dei sindacalisti, mostrando fastidio e allontanandosi dall’aula già durante l ‘ intervento del rappresentante Cisl, lamentando al sottoscritto che tutto ciò sembrava più uno “sfogatoio” che un confronto e chiedendo di essere richiamata non appena il sindacalista avesse ultimato l ‘ intervento, cosa che è puntualmente avvenuta dopo pochissimi minuti. Ultimati infatti gli interventi dei sindacalisti che complessivamente sono durati circa 20 minuti, ha chiesto di intervenire il consigliere Gennaro per lamentare l ‘ evidente atteggiamento insofferente dell’ assessore e il primo temporaneo abbandono dell’ aula. L’ intervento del collega Gennaro – precisa ancora La Tona - è durato 3 minuti, quindi dopo circa 23 minuti dall’ inizio della seduta in qualità di presidente ho dato la parola all’assessore per la replica che, a quel punto, anziché, intervenire si è alzata ed è andata via continuando a definire uno “ sfogatoio” ciò che invece era stato un normale confronto. Che un assessore possa legittimamente decidere di non partecipare o non replicare alle critiche può essere comprensibile anche se non giustificabile a mio modo di vedere, che possa, invece, distorcere la verità fattuale – conclude -  è assolutamente inaccettabile”.

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