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Ruderi Largo Avignone, De Luca e Mondello: "Parlate con Cga e Soprintendenza, da noi cosa volete?"

Sulla demolizione dei resti settecenteschi tra via degli Orti e via Cesare Battisti l'amministrazione comunale ha descritto cosa è successo negli ultimi mesi ed emerge un'altra storia...

I lavori a Largo Avignone hanno nomi e cognomi. Quelli del Consiglio di Giustizia amministrativa e della Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina. Il sindaco Cateno De Luca e il vicesindaco Salvatore Mondello dopo le critiche piovute da Messinaccomuna e dall'ex Ingegnere capo del Genio civile Gaetano Sciacca raccontano cosa è successo negli utimi mesi e come mai è stato demolito tutto tra via degli Orti e via Cesare Battisti pochi giorni fa.

Fermi alla sentenza del Tar che nel 2014 accoglieva il ricorso della ditta (siamo nel periodo della visita dell'allora assessore regionale Vittorio Sgarbi) nel 2017 la ditta trasmetteva comunicazione di inizio lavori, l’ufficio attività edilizie del Comune rispondeva per la decadenza dei termini di validità della concessione edilizia auto-assentita, nel 2018 sempre l’ufficio attività edilizia privata dichiarava definitivamente decaduta la concessione edilizia auto-assentita per decorrenza dei termini di validità di inizio lavori, consentendo esclusivamente l'esecuzione delle opere di messa in sicurezza del cantiere nel frattempo autorizzate dalla Soprintendenza il 2 febbraio 2018. La ditta presentava ricorso per motivi aggiunti previa sospensione al Tar di Catania del provvedimento, il tribunale amministrativo respingeva la domanda cautelare rilevando che l'impugnativa risultava "priva di fumus boni iuris, poiché il termine di inizio dei lavori risulta obiettivamente ed invano decorso", il Consiglio di giustizia amministrativa con Ordinanza 827 del 1 marzo 2019 su ricorso presentato dalla ditta riformava la sentenza del Tar di Catania accogliendo l'appello, il Comune rappresentava che "la ripresa dei lavori doveva essere limitata alle attività autorizzate dalla Soprintendenza con la esecuzione degli interventi di "pulizia dell'area di sedime dalle macerie dei vecchi fabbricati diruti, senza intaccarne la sua originaria conformazione e morfologia, e lo smonto della facciata settecentesca con la conservazione degli elementi lapidei che costituiscono la parte architettonica della quinta settecentesca previa numerazione e catalogazione degli stessi ai fini della ricostruzione della facciata per anastilosi". 

"Evidentemente risulta utile creare 'confusione mediatica' pur conoscendo pienamente quella che era e che è lo stato dell’arte giuridica della questione. Pertanto il silenzio dell’Amministrazione, deriva da scelte provenienti dal passato ormai cristallizzate e soprattutto avallate dalla giustizia amministrativa e dal parere della Soprintendenza, che indubbiamente vanno rispettate in quanto giuridicamente ineccepibili - dichiarano De Luca e Mondello - è opportuno chiarire che la cosiddetta 'variante salvacolline' non avrebbe aggiunto molto di più di quanto già il territorio esprime in termini di vincoli sovraordinati, l’ordinamento vigente prevede che la disciplina del territorio comunale sia di competenza del Consiglio Comunale, e il precedente e l’attuale Consiglio hanno preso le distanze dalle azioni messe in campo dalla vecchia amministrazione. Non occorre aggiungere altro e bisogna continuare a lavorare - concludono sindaco e vicesindaco - con la stessa abnegazione e umiltà che ha contraddistinto questo primo anno di attività amministrativa, evitando le solite mistificazioni provenienti da chi non ha saputo governare la città".

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