Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Politica

Concorso per i Centri per l’Impiego, Miccichè attacca Musumeci: "Rischia di andare in fumo"

Il presidente dell'Ars è polemico sulla scelta del Governatore di affidare la selezione delle domande per l’assunzione di 1.500, tra diplomati e laureati, a Consip, e non a Formez: "Tempi troppo lunghi". Ennesimo segnale di frizioni tra alleati

Non comprendo perché si debba affidare a Consip, che non è attrezzata, la selezione delle domande per l’assunzione di 1.500, tra diplomati e laureati, nei Centri per l’impiego della Sicilia e non a Formez, che è una società che opera in house, essendo di proprietà dello Stato". A parlare è il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè che attacca la decisione del presidente della Regione Nello Musumeci. E' stato infatti il governatore a scegliere la Consip per assistere la Regione nelle fasi concorsuali, dopo aver "fatto fuori" Formez appena qualche settimana fa.

"Consip - argomenta Miccichè in una nota - chiede 2,5 milioni di euro per processare 11 mila domande; Formez con la stessa spesa garantisce la verifica di 110 mila domande di potenziali candidati. Per attivare la convenzione con Consip sarebbero necessari dai 145 ai 175 giorni per la pubblicazione dei bandi di concorso, che deve essere preceduta dall’attivazione di un’apposita procedura; Formez, invece, dispone già della necessaria piattaforma per la ricezione delle domande". Sarebbero queste le motivazioni che spingono il presidente dell'Ars a scontrarsi con quello che dovrebbe essere un alleato politico.

Secondo Miccichè "con Formez le procedure sarebbero molto più veloci e le fasi concorsuali non si svolgerebbero a ridosso delle elezioni regionali, come inevitabilmente sarebbe con il coinvolgimento di Consip". "In questo modo - conclude il presidente dell'Ars - si mette a rischio il concorso e la possibilità di dotare i nostri centri per l’Impiego delle adeguate professionalità”. 

Eppure, al di là delle motivazioni evidenti, queste parole che suonano come l'ennesimo segnale della tensione politica con il presidente Musumeci, ormai ai ferri corti con la maggior parte dei suoi alleati.

Fonte: PalermoToday.it

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